Accusato di minacce ai parenti di un pentito, revocato il divieto di entrare in città

di - 1 dicembre 2016

BARCELLONA – Immediata revoca della misura cautelare del divieto di entrare in città per un soggetto che, dieci giorni fa, si era visto comminare il provvedimento poiché accusato di stalking, minacce e percosse ai danni di alcuni parenti di un collaboratore di giustizia. Il Gip Fabio Gugliotta, accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore Gaetano Pino, ha

Minacce ai parenti di un pentito. Non potrà più avvicinarsi a loro

di - 23 novembre 2016

BARCELLONA – Divieto di avvicinarsi alle persone offese nel raggio di 300 metri. E’ il provvedimento emesso dal Gip ed eseguito dai Carabinieri agli ordini del capitano Fabio Valletta a carico di un soggetto (sulle generalità vige riserbo per questioni di sicurezza) accusato di stalking, minacce e percosse ai danni dei parenti di un collaboratore

Il Torrente Patrì restituisce resti umani. Sono quelli di Giuseppe Italiano?

di - 5 agosto 2016

BARCELLONA – Il Torrente Patrì restituisce i resti umani inumati più di vent’anni fa che gli inquirenti cercavano ormai da settimane. La campagna di scavi nel punto indicato da un nuovo pentito che affiora all’orizzonte porta i frutti sperati e auspicati soprattutto da quei familiari che non hanno nemmeno una tomba su cui piangere e portare

“Vecchia Maniera”: è Carmelo Bisognano il collaboratore di giustizia coinvolto. Il Video

di - 25 maggio 2016

BARCELLONA – E’ Carmelo Bisognano il collaboratore di giustizia coinvolto nell’operazione “Vecchia Maniera”. Dalle prime ore di oggi, in diverse località della provincia di Messina, i poliziotti del Commissariato P.S. di Barcellona Pozzo di Gotto, con la collaborazione della Squadra Mobile di Messina, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal

Il pentito D’Amico: la mafia voleva uccidere l’avvocato Lo Presti

di - 23 marzo 2016

BARCELLONA – Era troppo serio e snobbava alcuni esponenti della famiglia mafiosa barcellonese. Per questo la “famiglia” aveva decretato la sua morte. L’avvocato Giuseppe Lo Presti ha appreso, durante il processo in Corte d’Assise sulle inchieste Pozzo e Gotha, del disegno di morte che la mafia del Longano stava mettendo a punto nei suoi confronti.

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