Enrico Lo Verso mercoledì 19 a Radio DOC. La sera lo spettacolo al Palauxilium

Capo d’Orlando – Mercoledì 19 aprile, dalle 9 alle 10, Su radio DOC verrà trasmessa l’intervista realizzata con Enrico Lo Verso dal nostro direttore Antonio Puglisi. Il famoso attore, la sera si esibirà al Palauxilium in “Uno nessuno e centomila” di Luigi Pirandello.

Nel 150esimo anniversario della nascita di Luigi Pirandello a Sant’Agata Militello Enrico Lo Verso reciterà, mercoledì 19 aprile alle 21.15 al Palauxilium, “Uno nessuno e centomila” con la regia di Alessandra Pizzi.

La mattina sarà ospite di Antonio Puglisi nel consueto programma condotto dal nostro direttore dalle 9 alle 10. Con Enrico Lo Verso sarà una puntata speciale.

“Ho scelto il più celebre dei suoi romanzi per l’omaggio a Luigi Pirandello, nel 150^ anniversario della nascita, – spiega la regista  Alessandra Pizzi – e l’ho reso monologo adattando il testo, curando la regia ed affidando ad una voce la narrazione di un ‘uomo senza tempo’ perché pronto al cambiamento, Vitangelo Moscarda, il protagonista interpretato da Enrico Lo Verso che lo rende uomo di oggi, di ieri, di domani. UNO NESSUNO CENTOMILA è come una seduta psicoterapeutica: tutti ne sono attratti, in pochi sono consapevoli degli scenari che possono aprirsi. Settanta minuti sono il tempo necessario per affondare le mani nella propria mente, ricercare come in un dejà vu, gli elementi già noti, riconoscerli e iniziare a guardarli con una nuova luce.

È così che lo spettacolo rompe gli schemi, toccando uno dopo l’altro i conflitti di un’esistenza: il rapporto con i genitori, i dubbi sulla provenienza, il rapporto dei generi, la ricerca dell’identità, l’affermazione di sé. Ed il pubblico si nutre di testo, in silenzio elabora, applaude e, ogni sera, ci chiede di farlo ancora’”.

Quella di Vitangelo Moscarda è la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio, minimo e insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano intorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del SE’ autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.

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