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Ispettore di Polizia Municipale denuncia il suo superiore per mobbing e aggressione

Tortorici – «Mi ha spinto con forza contro un armadio»: denuncia shock di un ispettore di Polizia municipale nei confronti del suo superiore.

Una denuncia per mobbing e aggressione, sporta da un ispettore di Polizia municipale nei confronti del suo superiore, scuote il comando dei Vigili Urbani  di Tortorici.

A mettere a nudo la vicenda, che se fosse confermata acquisirebbe contorni davvero inquietanti, è stata la signora N. A. C. P., ispettore di Polizia municipale in servizio nel centro nebroideo, autrice di una denuncia nei confronti del commissario E. B.

Secondo la testimonianza resa dalla donna al Commissariato di polizia di Capo D’orlando, il suo superiore l’avrebbe spinta con forza contro un armadio procurandole traumi alla spalla e forti dolori al gomito e al torace. Trasportata prima al Pte di Tortorici e successivamente all’ospedale di Sant’Agata Militello, l’agente è stata trattenuta in osservazione per parecchie ore anche causa dei problemi cardiaci di cui soffre da diverso tempo.

«Subito dopo l’aggressione – ha dichiarato la donna – ho anche rimesso dei succhi gastrici alla presenza di  molti colleghi che mi prestavano soccorso  e mi confortavano, perché ero traumatizzata e fortemente scioccata per il gesto subito come donna, professionista e madre. Per tali ragioni ero anche in lacrime».

La vicenda sarebbe accaduta ieri (21 marzo) all’interno degli uffici del Comando di Polizia municipale di Tortorici, mentre sia l’agente che il suo superiore stavano prestando servizio. Alla base della presunta aggressione ci sarebbero dei problemi lavorativi mai risolti. A quanto pare la donna aveva più volte lamentato, tra le altre cose, la mancata affissione in bacheca degli ordini di servizio. E proprio l’ennesima lamentela avrebbe scatenato la reazione del suo superiore.

«Ormai da diversi anni – ha inoltre dichiarato l’ispettore della Municipale agli agenti del Commissariato di Polizia di Capo d’Orlando – non mi viene più comandato di espletare  tutte le funzioni per legge riservate alla mia qualifica, demandando a me l’esclusivo servizio di viabilità». «In diverse occasioni – ha infine affermato la donna – il commissario si è speso nel denigrare la mia persona e la mia funzione». L’agente ha dichiarato di volersi costituire parte civile in un eventuale procedimento.