Iniziati i lavori nell’antico quartiere di Sant’Antonio Abate

Patti – Mezzi all’opera a Sant’Antonio Abate: iniziati i lavori di rifacimento del manto stradale e dei sottoservizi nell’antico quartiere.

L’impresa aggiudicataria ha iniziato questa mattina i lavori di rifacimento dei sottoservizi e del manto stradale lungo la principale via dell’antico quartiere di Sant’Antonio Abate, situato sul versante orientale del centro storico di Patti, nelle vicinanze della cattedrale e del palazzo vescovile.

Rispettato, fino a questo momento, il timing che si era imposto l’amministrazione comunale: inaugurazione dei cantieri nel primo semestre del 2018 e taglio del nastro entro la fine della stagione estiva. L’impresa eseguirà gli interventi per un importo di circa 90mila euro.

Le somme rappresentano una piccola parte dei “Fondi post terremoto 1978”, sbloccati dalla Regione nel 2015 su sollecitazione del Comune e il cui totale ammonta a circa 1milione 155mila euro. Parte di questi fondi erano stati destinati al recupero di situazioni di degrado all’interno del centro storico, concedendo priorità proprio al quartiere di Sant’Antonio Abate. Come da progetto, gli interventi prevedono la pavimentazione della via Sant’Antonio e dei due vicoli adiacenti. In ballo anche la modernizzazione della condotta fognaria del quartiere.

Non si tratta di un’opera faraonica, ma di un primo stralcio che potrebbe comunque rappresentare il punto di partenza per restituire dignità e decoro a uno dei quartieri più antichi e rappresentativi di un centro storico dal potenziale enorme, ma purtroppo ancora inespresso.

Nel caratteristico borgo di origini medievali, anticamente detto “arretu u casteddu” (dietro il castello), si trova l’omonima chiesetta sul cui sagrato furono fucilati, il 20 agosto del 1860, i dodici cittadini di Alcara li Fusi accusati di eccidio e di ribellione nei confronti delle autorità civili borboniche durante lo sbarco di Garibaldi in Sicilia. Oggi queste importantissime testimonianze storiche convivono all’interno di un tessuto urbano il cui straordinario valore è rimasto e continua a rimanere sacrificato sull’altare dell’indifferenza e dell’incuria delle istituzioni locali che si sono avvicendate alla guida della città negli ultimi 40 anni, esattamente da quando il terremoto del 1978 e il boom edilizio degli anni 70 hanno seriamente compromesso il patrimonio abitativo del centro storico, spingendo i pattesi ad “emigrare” verso il mare e in periferia.

Dopo quarant’anni di immobilismo e di occasioni sciupate, parlare oggi di rilancio del centro storico con fiducia e in termini entusiastici esporrebbe al rischio di prendersi l’ennesima cantonata. Dunque, piedi per terra e un mattoncino alla volta.

Print Friendly, PDF & Email



Articoli Correlati

Close