Halaesa, in estate gli scavi, intanto droni “ispezioneranno” il sito.

Tusa – Il prossimo 10 marzo Michela Costanzi, docente di storia ed archeologia greche all’università di Amiens e il geo-archeologo Fabio Pallotta, effettueranno delle rilevazioni con foto ad infrarosso, utilizzando un drone, sulla zona del teatro.

I due esperti, a luglio saranno a Tusa, e prenderanno parte alla missione di scavo che vedrà impegnati gli studenti del Labex Resmed (UMR 8167 «Orient & Méditerranée»), dei laboratori di ricerca TrAme d’Amiens (EA 4284 –UPJV) et HeRMA di Poitiers (EA 3811), e dell’Institut Universitaire de France (IUF).

Prima di cominciare il lavoro sul campo, però, servono delle “prospezioni aeree”, indagini che vengono condotte sul terreno, in una determinata area, al fine di accertare e valutare la presenza di giacimenti minerari ma, come in questo caso, anche per ricerche archeologiche.

Addirittura Sky ha raccontato la bellezza del sito ma anche i limiti di una gestione “povera” si riaccende il dibattito su un sito “misterioso”. Una culla di storia, unica, bella ma sempre in bilico tra abbandono e rilancio. La Regione non mette 1 euro, da sempre fa tutto l’amministrazione comunale di Tusa guidata dal sindaco Angelo Tudisca.

Per questo il comune ha sottoscritto un protocollo di intesa con le università francesi per  eseguire la campagna di scavo e la missione di ricerca scientifica.

“Dall’ellenizzazione alla cristianizzazione – evoluzione di una città della Sicilia” si chiama così il progetto di scavi e valorizzazione di Halaesa per il quadriennio 2016-2019 a cui dal 8 al 30 luglio parteciperanno 18 studenti francesi. La contrada di Santa Maria delle Pelate, dove sorge il sito, tra la fine V secolo A.C. e l’inizio del X secolo D.C. è stata una delle più importanti città di età ellenistico-romana, quello che è rimasto sembrerebbe essere un antico teatro.

La verità si saprà a luglio, come ha dichiarato ai microfoni di Sky Vittorio Alfieri esperto in materia culturali archeologici – in archeologie le certezze ci sono quando ci sono le prove”.

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