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Differenziata 2016, dal 19% al 100%, Castel di Lucio “vola”!

Castel di Lucio – Entusiasmo alle stelle e grande soddisfazione.  I dati della raccolta differenziata per l’anno 2016 sono ufficialmente arrivati e dicono che Castel di Lucio chiude con una percentuale annua con il 60%.

E’ una vera e propria incoronazione per il piccolo comune dell’entroterra nebroideo, “riciclone” sempre di più.

“Fino al 29 febbraio 2016 – spiega il collega Giuseppe Salerno che ha curato uno speciale sulla gestione dei rifiuti a Castel di Lucio –  l’umido non veniva differenziato poiché gli scarti e gli avanzi di cucina (frutta, verdura, gusci delle uova, bustine del tè e simili) e piccole quantità di scarti di verde (fiori, erba, rametti, foglie) erano stati catalogati tra gli elementi da poter utilizzare come fertilizzante o come alimento per gli animali, così era stato regolamentato qualche anno prima dagli amministratori locali unitamente ad altri amministratori di 4 comuni limitrofi appartenenti anch’essi all’ATO Me1.

Di fatto, però – prosegue Salerno – solo uno sparuto numero di agricoltori sfruttava l’avanzo come fertilizzante o pasto per gli animali, la maggiore quantità veniva smaltito dall’utenza con l’indifferenziata. L’aggiunta dell’umido nel calendario settimanale – conclude –  e una buona azione di sensibilizzazione, a partire da marzo, fecero impennare in pochi mesi i dati percentuali fino ad arrivare all’82,76%”.

Fu proprio per questo “triplo salto” ambientale che Castel di Lucio scalò la classifica dei comuni ricicloni, meritandosi il premio ideato da Legambiente.

Insomma, con la differenziata partita dal 19% di gennaio e arrivata al 100% di dicembre, gli obiettivi sono stati raggiunti con lode: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una raccolta domiciliare, una comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso.

Nel 2016, secondo i dati di Legambiente, sono cresciuti i comuni “rifiuti free”, quelli che oltre ad essere ricicloni, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento. Sono ben 525, contro i 356 del 2015.

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