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Da un casolare di campagna, tra fieno e scartoffie, alle gallerie artistiche. I disegni di Carlo Levi in mostra

San Pier Niceto – Due mostre, che offriranno al pubblico la possibilità di ammirare i ‘Disegni della cecità’, realizzati del pittore e scrittore Carlo Levi, si terranno in contemporanea a palazzo D’Amico a Milazzo e a San Pier Niceto, nella chiesa di San Francesco di Paola. A Milazzo l’inaugurazione sarà oggi pomeriggio alle 17.30, mentre a San Pier Niceto domani alla stesa ora.

La mostra, dal titolo “oltre il buio”, è curata da Nino Sottile Zumbo ed è stata promossa dai Sindaci di Milazzo, Giovanni Formica, e San Pier Niceto Luigi Calderone e dagli assessori alla Cultura di San Pier Niceto Francesco Certo e Milazzo, Salvo Presti.

I disegni in mostra nei due comuni del messinese risalgono al periodo di parziale cecità di Carlo Levi: nel  1973, costretto a letto, supino, con la testa in basso rispetto all’asse del corpo, sollecitato dall’amata compagna Linuccia Saba, si fa costruire un’ insolito strumento che, in omaggio ad una poesia di Rocco Scotellaro, battezza Quaderno a cancelli. Si tratta di un quaderno di legno a  cerniera, munito di cordicelle tese tra le due sponde per guidare la mano, sì da riuscire a disegnare e scrivere. Un non vedente è, per biologica vocazione, un veggente.

E dunque ogni sipario di nebbia, che gli ostruisca e annienti davanti agli occhi le occasioni e le sfide dei colori, non fa che spalancargli nello stesso tempo un teatro inesauribile di memorie, storie, affetti, eventi di vissuta e penata esistenza: fioriscono così i ‘Disegni della cecità’ e le poesie e prose, controcanto dei ‘Disegni’, raccolte nell’opera postuma Quaderno a cancelli, pubblicata da Einaudi nel 1979.

Disegni furono acquistati in Svizzera, alla morte dell’artista, da Antonino Milicia, contadino sampietrese emigrato in Svizzera per lavorare come elettricista, che aveva conosciuto Carlo Levi alla fine degli anni Sessanta, a Zurigo.

Milicia ammirò di Levi soprattutto la lezione sulla libertà. Le opere furono acquistate forse dall’ex marito di Linuccia Saba, figlia del poeta e legata sentimentalmente a Levi. Antonino Milicia lascia la Svizzera e porta i suoi disegni a San Pier Niceto, ponendoli nel suo casolare di campagna, tra fieno e scartoffie. Non diede subito la giusta importanza a quel patrimonio dal valore unico. Molti anni dopo invece le opere del periodo buio di Levi trovarono una strada diversa: questi disegni sono stati in a New York e in moltissime città d’Italia. Adesso verranno invece esposte in quel paese, San Pier Niceto, che è diventato la loro casa. All’inaugurazione interverrà anche il proprietario Antonino Milicia.