Sfiducia Milazzo, parla Capone: “La voterei tra 6 mesi se ci fosse alternativa credibile”

Milazzo – Lui non ci sta a farsi definire “traditore”. Si tratta di Maurizio Capone, attuale vice-presidente del Consiglio Comunale di Milazzo e segretario particolare dell’Assessore regionale Bernardette Grasso. Ed è proprio su questa discrasia – uomo di Forza Italia alla Regione ma consigliere molto vicino al Sindaco Formica del Pd – che molti chiedono a lui un passo importante in vista della sfiducia.

Su Capone poggia la responsabilità del 20esimo voto, quello necessario per trasformare in concretezza la sfiducia al Sindaco che di fatto, ad oggi, non ha più una maggioranza consiliare e che non potrà quindi governare facilmente. Le firme sono a quota 17, ne mancano 3 ma mentre sulla possibilità di trovare il 18esimo e il 19esimo in molti si dicono ottimisti, è Capone il consigliere con la posizione più difficile.

Tra i possibili firmatari, Sindoni, consigliere entrato in maggioranza “dall’esterno”, Nanì, dopo il riposizionamento politico di Branca, lo stesso Assessore/consigliere Damiano Maisano potrebbe essere una sorpresa dell’ultimo minuto.

Ma intanto tutti chiedono a lui un passo indietro e Capone risponde ai microfoni di 98 zero: “non possiamo sfiduciare oggi il Sindaco – ribadisce – dobbiamo portare a termine il lavoro iniziato con il bilancio” altrimenti si rischia il commissariamento del Comune e il decadimento del consiglio comunale, ipotesi che lo stesso Capone vorrebbe evitare. Se il suo appello alla responsabilità non appare convincente agli occhi per esempio del presidente del consiglio Gianfranco Nastasi, è proprio Capone, in esclusiva, a dichiararci: “voterei una mozione di sfiducia da qui a 6 mesi, salvo però una discussione interna al centrodestra che tracci la rotta per un’alternativa credibile.”

Insomma per Capone il problema sarebbe il “tempismo” in un momento molto delicato della legislatura. Lo stesso Capone conferma le difficoltà interne a Forza Italia, divisa nelle sue varie correnti “regionali” (Genovese, Grasso-Micciché, Calderone) e nazionali (con Germanà), nel trovare dialogo e sintesi. Intanto la “caccia” alle firme continua, restano meno di 30 giorni e sono in molti a dirsi “ottimisti” soprattutto dopo l’ultima vicenda legata alla gestione della differenziata che ha mostrato evidenti difficoltà dell’amministrazione.

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