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Slitta al 7 maggio il processo per i misteri dei fuochi di Canneto di Caronia

Caronia – Slitta al prossimo sette maggio il processo per i misteri dei fuochi di Canneto di Caronia, in corso al Tribunale di Patti, dovrà essere nominato un nuovo giudice. Il procedimento, vede alla sbarra, come imputati, entrambi a piede libero, Antonino Pezzino, 56 anni ed il figlio Giuseppe, 27 anni, con l’accusa di avere cagionato svariati episodi di incendio, danneggiamento seguito da incendio, concorso in truffa aggravata e procurato allarme sociale.

Il giudice monocratico pattese, Sandro Potestio, dovrà anche fare parte dei collegi giudicanti e, per questo motivo, si rende necessaria la nomina di un nuovo magistrato.  La vicenda risale al 2004, quando la frazione di Canneto di Caronia, fu teatro di numerosi episodi incendiari, rimbalzando agli onori della cronaca nazionale, ai quali inizialmente non si seppe fornire una spiegazione scientifica. I fenomeni avevano costituito oggetto di un procedimento iscritto a carico di ignoti presso l’allora Procura di Mistretta ed erano stati studiati da un gruppo interistituzionale d’osservazione, coordinato dal professore Francesco Venerando Mantegna. Per i danni provocati dagli incendi alcuni abitanti avevano ottenuto dagli enti preposti cospicue somme di denaro a titolo di risarcimento. Ma questi fatti non costituiscono oggetto del processo dato che gli episodi incendiari subirono un arresto nel 2008. I roghi tornarono a manifestarsi nella frazione di Canneto nel 2014, i nuovi fatti generarono allarme e preoccupazione  fra la popolazione residente ed una meticolosa indagine fu avviata dai carabinieri della compagnia di Santo Stefano di Camastra. Gli inquirenti decisero di perimetrare l’area con una serie di telecamere occultate in grado di fornire spunti per individuare come si sviluppassero i fenomeni. I servizi di osservazione, integrati da altre indagini tecniche e tradizionali,  garantirono l’osservazione sulle cinque abitazioni , oggetto dei roghi, che dal 14 luglio fino all’8 ottobre 2014, si svilupparono in abitazioni a schiera in via Del Mare. La privilegiata prospettiva permetteva di cogliere piccoli e grandi incendi avvenuti ogni giorno, a tutte le ore, con il conseguente danneggiamento di beni, sia mobili che immobili, di proprietà di alcune famiglie piombate nella disperazione. Ad immortalare il ventisettenne Pezzino alcuni video che avrebbero provato i sospetti degli investigatori e che avrebbe agito con la complicità del padre. Da allora, dopo l’operazione dei carabinieri, a Canneto di Caronia non si verificarono più gli strani fenomeni. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Pizzuto, Domenico Magistro e Daniele Osnato ed il Comune di Caronia si è costituito parte civile.

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