Sottile attacca l’opposizione. “Perché non richiedono al Prefetto le eventuali irregolarità di Scurria da Presidente?”

Sant’Agata Militello – Torna a riaccendersi lo scontro tra Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale, in realtà mai spento. Il primo cittadino, con una dettagliata nota, risponde all’opposizione (che è maggioranza in consiglio) sulla decisione di scrivere al Prefetto per la mancata partecipazione della Giunta ad una seduta consiliare partendo dal fatto che all’ultima riunione consiliare dello scorso 14 febbraio, è mancato il numero legale nel momento i cui bisognava discutere due punti importanti iscritti all’ordine del giorno e dopo aver discusso ben 10 interrogazioni.

Di seguito la nota integrale diffusa da Carmelo Sottile.

“Il consiglio comunale ormai sembra attivo solo per discutere interrogazioni (il più delle volte inutili e strumentali) e mozioni. Nel consiglio comunale convocato per giorno 14 u.s. (San Valentino) presente l’amministrazione quasi al completo, ma nulla di fatto per la discussione degli ultimi due punti all’ordine del giorno,  relativi alla Consulta giovanile dei Nebrodi ed alla  variazione di bilancio per il  progetto PON Inclusione (234.000 euro), senz’altro di maggiore rilevanza rispetto alle interrogazioni, essendo poi caduto il numero legale con aggiornamento della seduta al giorno successivo andata deserta anche quest’ultima per mancanza di numero legale (solo 2 su 11 della maggioranza-opposizione). Per cui la reazione dell’opposizione relativa  al verificarsi dell’assenza in Consiglio comunale  di sindaco e giunta per non avere risposto  alle interrogazioni , con relativa segnalazione al Prefetto da parte del presidente del Consiglio, lascia il tempo che trova, anche in considerazione del fatto che molteplici sedute di consiglio, alle quali hanno sempre presenziato gli amministratori, sono andate deserte per mancanza di numero legale, ed assenza degli stessi consiglieri, con inutili esborsi del comune per i gettoni di presenza. In ogni caso, va precisato che la presenza dell’Amministrazione non è indispensabile ai fini dello svolgimento dei lavori, né tantomeno incide sul piano della legittimità degli atti e tanto più sulle votazioni e approvazioni, per cui la mancata partecipazione ovviamente non invalida le sedute ma può comportare valutazioni solo ai fini del controllo attribuito al consiglio. Invece, a proposito  di interrogazioni, non si rinviene alcun obbligo normativo a che una interrogazione debba essere necessariamente ,a prescindere da una specifica indicazione in tal senso nel contenuto del regolamento, trattata in Consiglio comunale. Il ricorso a metodi come i social network o altri  mezzi di comunicazione («Sindaco e assessori ormai rispondono solo tramite facebook» secondo quanto sostenuto dal consigliere Barbuzza) sicuramente potrebbe essere il mezzo migliore per comunicare con i cittadini, visto e considerato che anche questi ultimi non partecipano alle sedute, verosimilmente perché delusi (anche loro) dalle modalità della conduzione dei lavori consiliari  e  visto che le problematiche “sollecitate dai cittadini stessi  tramite i consiglieri proponenti” con le interrogazioni, e le relative risposte che darebbero al riguardo gli amministratori, rimarrebbero, sostanzialmente, “lettera morta” tra le mura dell’aula consiliare, e non arriverebbero comunque ai cittadini. Tuttavia la giunta, pur non sottraendosi a presenziare le sedute del Consiglio, se non in  rarissime ipotesi, si avvale anche del confronto mediatico, sicuramente più vicino alla gente, proprio perché la sede del consiglio comunale il più delle volte si è rivelata  impraticabile   a causa, in primo luogo, della conduzione dei lavori consiliari, senza il giusto rispetto del ruolo istituzionale dell’amministrazione, specie, per esempio, nella predisposizione dell’ordine del giorno, in cui gli argomenti e le proposte provenienti dall’esecutivo, vengono, contrariamente a quanto previsto dalla legge, sempre poste dietro  alle interrogazioni ed alle mozioni, con il rischio che le stesse, poi, non vengano trattate, come è successo nella  seduta  di giorno 14 u.s.,  dopo la discussione di oltre 10 interrogazioni( l’art 19 l.r. 7/92 dice: il consiglio comunale è convocato dal presidente con all’ordine del giorno gli adempimenti previsti dalla legge o dallo statuto e compatibilmente  con questi  dando la precedenza alle proposte del sindaco ). Ma l’Aula consiliare si rivela impraticabile per l’amministrazione anche a causa dell’atteggiamento politico oppositivo-ostruzionistico da parte del presidente del consiglio, il quale, facendo ricorso continuo a diffide ed esposti che coinvolgono in più  casi i dipendenti comunali, con conseguente   rallentamento dell’azione amministrativa, specie in circostanze che producono un beneficio nell’espletamento di servizi ai cittadini e principalmente per la diversa visione politica  con l’attuale amministrazione, parrebbe interferire  attraverso note dirette agli uffici con le attività gestionali richiamando spesso il ricorso all’intervento della Procura della Repubblica, dell’ ANAC, della Corte dei Conti, dell’Assessorato regionale agli enti locali e della Prefettura, ect. Quindi visto che è proprio di qualche giorno fa  la segnalazione al Sig. Prefetto ed a tutto il  “mondo“ da parte del presidente del consiglio  per la mancata partecipazione dell’Amministrazione ai lavori di una seduta di Consiglio Comunale per le mancate risposte alle interrogazioni , malgrado l’assenza alle sedute non inficia lo svolgimento dei lavori consiliari, sarebbe anche il caso  che i consiglieri richiedessero alle sedi competenti la verifica di un’eventuale sussistenza di profili di irregolarità nello svolgimento delle competenze e funzioni proprie del presidente del Consiglio”.

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