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Per Ioppolo niente alloggio popolare. “Un vizio di forma” per il Sindaco.

Naso – Diabetico, malato di cuore, disabile, eppure non ha diritto ad un alloggio popolare. Si aggrava la situazione di Antonino Ioppolo, 55 anni, di Naso, che in passato, anche attraverso il nostro giornale, ha rivolto l’accorato appello per avere una casa in cui stare.

L’uomo, per diversi  mesi, è vissuto all’interno dello stadio comunale, dormendo nello spogliatoio, adesso è ospitato in alloggi di fortuna, ma non si rassegna e presenta la domanda per l’assegnazione dell’agognato alloggio, che potrebbe alleviare le sofferenze fisiche e morali , da cui è afflitto da troppo tempo.

Nei giorni scorsi si è riunita la commissione preposta all’assegnazione provvisoria degli alloggi popolari. I richiedenti, come si legge nello stesso verbale, erano nove, nell’ordine: R. P., V. N., C. L. M., lo stesso Antonino Ioppolo, N. L., A. H. (marocchina), G. M., S. M. M. e G. L., tutti residenti al centro o nelle contrade di Cresta, Brucoli e Due Fiumare.

La commissione di gara era composta dal presidente Ivan Joseph Duca e dai componenti Rosario Giuseppe Caliò, Claudio Catania, Maria Lucrezia Paternò, Carmelo Scarvaci, dal consulente giuridico Carmela Caliò (segretario generale del comune) e dal segretario Sara Costantino. All’esito degli accertamenti svolti tutti hanno avuto assegnato l’alloggio popolare ad eccezione di due esclusioni e tra questi, appunto, Ioppolo per il quale la commissione ne ha così motivato la decisione: “La domanda non è stata presentata nei modi indicati… manca l’apposizione del segno raccolto in presenza di un pubblico ufficiale…”.

Nel verbale è riportato anche che dalla carta d’identità di Ioppolo si evince il suo analfabetismo. I parenti di Ioppolo sostengono però che la copia che certifichi l’apposizione del segno richiesto, l’uomo l’avrebbe fatta davanti ad un impiegato comunale (in questo caso valido come pubblico ufficiale), solo che detta carta non si trova. Recatosi all’ufficio protocollo, Ioppolo ha dichiarato di avere apposto il segno della croce davanti alla presenza di due testimoni e che nessuno gli ha comunicato di allegare alla domanda il verbale.

Un anno fa Antonino Ioppolo rischiò l’amputazione del piede, venne trasportato d’urgenza all’ospedale “San Raffaele Giglio” di Cefalù per un infarto sopravvivendo ma gli stenti, i dispiaceri e la precarietà igienica hanno minato irreparabilmente la sua salute. Non può permettersi niente, neanche le medicine, percepisce infatti una pensione sociale di circa 206 euro mensili.

“Da tanto tempo soffro – continua a ripetere Ioppolo – ho chiesto aiuto al sindaco Daniele Letizia ed all’amministrazione comunale affinché mi assegnassero una casa popolare in contrada Grazia”. Secondo il sindaco Daniele Letizia: “Si è trattato di un vizio di forma nella presentazione della domanda, che pertanto non è neanche stata vagliata dalla commissione incaricata. Oltretutto in questo caso Ioppolo, non era neppure in possesso dei requisiti richiesti, avendo commesso in passato un illecito, ossia si era introdotto all’interno di una casa popolare per occuparla”.

Ioppolo, sostenuto da alcuni amici, ha affermato di essere intenzionato a proporre ricorso ed a tale scopo si è recato dal legale Carmelo Occhiuto.