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Una scheggia rimossa dalla colonna vertebrale di Elisa. Effettuata autopsia sul corpo di Chiara

Tortorici – Ancora in prognosi riservata Elisa Foti Randazzese, sorella di Chiara, deceduta lo scorso sabato, a seguito di un incidente stradale a Tortorici e, sottoposta ad autopsia.

La liceale sedicenne, a bordo della Fiat Multipla, condotta dalla vittima, lotta per la vita, ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Policlinico di Messina, nel quale è giunta in elisoccorso in condizioni disperate.  Ore interminabili di attesa per i genitori straziati dal dolore, insieme ai due fratelli,  mentre sul cadavere della sfortunata Chiara, all’ospedale di Patti,  è stato compiuto dal medico legale ieri pomeriggio, fino a sera, l’esame autoptico. Solo l’esito di quest’ultimo  potrà rilevare infatti se la giovane, sia stata colta da malore mentre era alla guida del mezzo, oppure se la sua morte sia legata solo ad una tragica fatalità.

L’impatto è stato letale per Chiara, deceduta sul colpo,  mentre la sorella minore Elisa, è stata sottoposta, sabato scorso, ad un delicatissimo intervento chirurgico. Secondo quanto riferito dai medici: “ Una scheggia che aveva raggiunto la colonna vertebrale è stata rimossa con successo, ma si teme che possa  riportare conseguenze alla mobilità degli arti, per questo la prognosi  è ancora riservata”. Non destano invece preoccupazione le condizioni di salute di Andrea Calcò, 21 anni, fidanzato di Chiara, a bordo della vettura, attualmente ricoverato all’ospedale di Sant’Agata di Militello, dopo aver subito un intervento chirurgico alla spalla ed avere riportato lesioni, ritenute dai sanitari, guaribili in venticinque giorni. Il ragazzo, secondo il racconto dei soccorritori, è stato il primo ad uscire dalle lamiere contorte dell’auto ed a chiedere aiuto.

Rimarranno indelebili nei ricordi di tutti i presenti accorsi , le sue urla disperate e l’accorato appello: “ Fate Presto”. Ma nonostante la celerità dei soccorsi, Chiara non ce l’ha fatta a uscire viva dalle lamiere. I tre ragazzi stavano tornando a casa, dopo un’allegra serata trascorsa in compagnia degli amici a ballare liscio nel salone attiguo alla chiesa centrale di San Nicolò, pronti a partecipare all’indomani ai festeggiamenti, organizzati in onore del Santo Patrono, San Sebastiano.  Intorno all’una, però, dopo aver superato il ponte di fronte alla chiesa della Misericordia l’auto, che procedeva a velocità moderata, ha sbandato verso sinistra, urtato il marciapiede e sfondato la ringhiera arrugginita del viadotto Franchina, precipitando nell’alveo del fiume Grande, da un’altezza di circa sette metri. A ricordare il fatale salto sono stati deposti due mazzi di fiori bianchi. Uno nel luogo in cui è avvenuto l’impatto dell’auto, l’altro è stato legato alle transenne, davanti al marciapiede, lungo il viadotto, proprio dove manca la ringhiera, che non è stata in grado di evitare il volo, che ha tarpato per sempre le ali della giovane Chiara. Si attende adesso la restituzione della salma ai familiari per le esequie.

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