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Fatture TIA, l’U.Di.Con chiede l’annullamento

Capri Leone – E’ ormai un vero scontro frontale tra le associazioni dei consumatori e l’ex ATO Me 1 in relazione alle fatture Tia emesse per l’anno 2012.

A contestare la richiesta di pagamento si è mosso anche l’ U.Di.Con.della responsabile provinciale Eleonora Calà. L’Unione per le Difesa dei Consumatori ha istituito un apposito ufficio legale e inviato una lettera ai Sindaci per chiedere, adducendone i vizi, l’annullamento delle fatture e contestualmente l’introduzione delle norme previste per l’accertamento con adesione.

La sottoscritta Eleonora Calà, nella qualità di responsabile provinciale U.Di.Con, in riferimento alle fatture emesse da codesta spett.le Società inerenti la TIA per l’anno 2012, scrive la presente per rappresentare quanto segue.
Numerosi contribuenti, in questi giorni, si sono visti recapitare fatture TIA anno 2012 nonostante gli stessi fossero in regola con i pagamenti, avendo già corrisposto il primo e il secondo semestre dello stesso anno. L’ulteriore circostanza che le suddette fatture siano state notificate a distanza di cinque anni, rende ancor più gravosa l’entità di un tributo di cui non si conoscono i presupposti applicativi.
Tutte le fatture presentano dei vizi tali da renderli nulle ed illegittime ai sensi della legge 241/90 la quale prescrive l’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi, nonché in palese violazione dello statuto dei contribuenti (L. 212/2000, art. 7). In particolare, i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione non vengono rappresentate, così da ledere il diritto di difesa di ogni singolo contribuente.
La mancanza del prospetto riepilogativo, indicante le somme già versate e il totale sull’intero importo, costituisce una grave violazione delle prescrizioni previste dalla legge, in quanto non è possibile determinare se l’importo richiesto superi il totale previsto dal piano finanziario consuntivo del Comune di riferimento.
Considerato pure, che la tassa non spetta per il solo fatto di essere istituita e attivata, ma deve tener conto anche del servizio svolto e del rispetto del piano, in caso contrario è prevista la riduzione del 40% della stessa (Cass. Civ. 22531/2017). Nello specifico, eventuali disservizi dovuti a problemi organizzativi della Società, inclusi scioperi dei dipendenti, devono essere presi in considerazioni e valutati positivamente a favore dei contribuenti.
Tutto ciò premesso e considerato, al fine di evitare un contenzioso generale, si propone che la Vs spett.le Società, di concerto con le amministrazioni comunali e regionali, si adoperi per:
1. L’annullamento delle fatture oggetto della presente e/o l’istituzione di un apposito regolamento per la sanatoria del tributo
2. L’introduzione di norme previste per l’accertamento con adesione, disciplinato dagli artt. 5,6 e 12 D. Lgs. 218/97.

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