Alienazione ex acquedotto. Venduto anche serbatoio di accumulo? La minoranza interroga

Capo d’Orlando – Una vicenda delicata quella sollevata da una interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza Salvatore Alessio Micale, Angiolella Bottaro, Daniela Trifilò, Gaetano Gemmellaro, Sandro Gazia, Gaetano Sanfilippo Scimonella e che riguarda l’alienazione dell’ex ufficio acquedotto.

Secondo i consiglieri di opposizione la vendita dell’immobile comunale ex ufficio acquedotto, a copertura di parte del corrispettivo alla ditta appaltante i lavori di realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria di un tratto di viabilità d’accesso all’impianto di depurazione in località Tavola Grande, avrebbe subito delle variazioni rispetto a quanto approvato in Consiglio Comunale. In aggiunta ai previsti due piani degli uffici, di 135 mq. cadauno, sarebbe stato inserito, in un secondo momento, anche altra particella catastale che comprenderebbe il serbatoio di accumulo e del terreno secondo la minoranza consiliare.

Vendendo anche le cisterne di accumulo dell’acquedotto comunale, sempre secondo i consiglieri di opposizione, si sarebbe verificata la conseguente perdita della proprietà e l’aggravio dei costi di manutenzione delle stesse e il terreno limitrofo.

Di seguito l’interrogazione integrale presentata dalla minoranza consiliare.

OGGETTO: INTERROGAZIONE VENDITA IMMOBILI EX EAS
I sottoscritti Consiglieri comunali,

premesso che:

  • con atto rep.2135 del 26 febbraio 2015, registrato all’Agenzia delle Entrate di Sant’Agata di Militello l’11 marzo 2015 al n.184 S.3 e con successivo atto rep.2151 del 6 maggio 2015, registrato alla stessa Agenzia delle Entrate l’8 maggio al n.370 S.3, il Comune di Capo d’Orlando ha stipulato con Società privata contratto d’appalto per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria di un tratto di viabilità d’accesso all’impianto di depurazione in località Tavola Grande”;
  • il corrispettivo di detto appalto è stato convenuto in euro 775.078,25 oltre IVA, di cui una parte e, più precisamente € 480.000.00, veniva riconosciuto mediante trasferimento a favore dell’Appaltatore, della proprietà dell’immobile comunale ex Ufficio acquedotto”.

Considerato che:

  • con delibera di Consiglio comunale n.12 del 14 aprile 2011 è stato approvato il Piano delle alienazioniimmobiliari;
  • che nella scheda 7 del sopracitato Piano, era incluso l’Ufficio acquedotto, ricadente al P.R.G. in zona F6, estremi catastali FOGLIO N.3, part 23 (non catastato, non inserito in mappa); ivi descritto come FABBRICATO A DUE ELEVAZIONI UBICATO NEI PRESSI DEL MONTE DELLA MADONNA con esclusivo riferimento alla consistenza del primo piano di 135 mq e del secondo piano di 135 mq (per il valore di 540.000,00 Euro).

Tenuto conto che:

  • il Comune di Capo d’Orlando ha proceduto successivamente alla variazione catastale della particella 23, che ha generato le particelle 890 sub 2 ( fabbricato ex ufficio acquedotto), 893 ( cisterne e serbatoio) e 892 (terreno);
  • negli atti pubblicati riguardanti l’assegnazione del bene de quo si fa riferimento alla deliberazione del Consiglio Comunale che in descrizione prevede esclusivamente la vendita fabbricato ricadente nella particella 23 di maggiore superficie ed a quel tempo non catastata;
  • nel primo contratto di appalto, in conformità all’indirizzo espresso dal Consiglio Comunale veniva esclusivamente trasferita la proprietà dell’immobile comunale ex ufficio acquedotto, distinto in catasto al foglio 3 particella890 sub 2 del N.C.U. del Comune di Capo d’Orlando;
  • successivamente, nell’atto aggiuntivo al contratto d’appalto n.2151 rep., riportato poi nell’atto notarile di vendita, vengono ( incomprensibilmente) inclusi il serbatoio di accumulo dell’acquedotto contraddistinto alla particella 893-foglio di mappa 3e la particella 892.

Preso atto che:

  • dall’atto di vendita si rileva, tra l’altro che :“Il serbatoio di accumulo censito al foglio 3 part. 893, che alimenta la rete idrica comunale attualmente in esercizio, rimane in possesso del Comune di Capo d’Orlando fino a quando detto serbatoio manterrà la sua funzione impiantistica ed il terreno adiacente sara’ gravato da servitù di passaggio, anche con mezzi meccanici, sulla striscia di terreno…che ha larghezza di mt.1,20 e una lunghezza di 20 mt.”

I sottoscritti Consiglieri comunali interrogano la S/V per conoscere e/o sapere:

  1. Quali sono le ragioni che hanno portato ad integrare il primo contratto, modificando di fatto le indicazioni espresse dal Consiglio comunale, che prevedevano la vendita dell’ex ufficio acquedotto (e solo dell’ufficio acquedotto),atteso che nella scheda 7 del piano delle alienazioni immobiliari approvato il riferimento era esclusivamente quello del fabbricato già destinato ad uffici al pianoterra ed al soprastante alloggio custode, descritto come “fabbricato a due elevazioni” della superficie di mq. 135 a piano, vendendo invece anche le cisterne di accumulo dell’acquedotto comunale, con la conseguente perdita della proprietà e l’aggravio dei costi di manutenzione delle stesse e il terreno limitrofo;
  2. se ritiene corretta la vendita di un bene pubblico di primaria importanza quale il serbatoio dell’acquedotto comunale, disattendendo l’indirizzo espresso dal Consiglio Comunale con delibera n°12 del 2011, in sede di approvazione del piano delle alienazioni;
  3. se è a conoscenza di rotture della condotta idrica in relazione a lavori recentemente eseguiti e/o in corso nell’ area alienata, peraltro destinata a tutela ambientale ed a quale titolo ed in forza di quali autorizzazioni gli stessi si stanno eseguendo e/o sono stati eseguiti;
  4. quali iniziative intende intraprendere per procedere alla rettifica dell’atto di trasferimento della proprietà, qualora lo stesso fosse stato oggetto di eventuali errori di natura catastale.

Si chiede risposta scritta e inserimento all’ordine del giorno nel prossimo Consiglio comunale.
F.to Salvatore Alessio Micale, Angiolella Bottaro, Daniela Trifilò, Gaetano Gemmellaro, Sandro Gazia, Gaetano Sanfilippo Scimonella

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