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Domani Massimiliano Rondinella sarà ordinato diacono dal Vescovo

Santo Stefano di Camastra – Il prossimo venerdì 5 Gennaio sarà ordinato diacono l’accolito Massimiliano Rondinella della comunità parrocchiale di Santo Stefano di Camastra, nella Basilica Cattedrale San Bartolomeo di Patti alle ore 18, dal Vescovo Mons. Guglielmo Giombanco.

Dire “diacono” non è: “finalmente stai arrivando”. Dire “diacono” è dire: “servizio”, per la Chiesa, per la comunità, per le anime. “Mi rifaccio alle parole di Papa Francesco – ha dichiarato Massimiliano Rondinella – insistendo quotidianamente sull’indifferenza, in quanto il compito che il diacono è chiamato a svolgere nel proprio ministero è proprio il contrario dell’indifferenza: la passione per qualcosa, l’interessamento. La passione per qualcosa, deve trasformarsi in passione per Qualcuno. Quel Qualcuno per il quale si è disposti a dare la propria vita e metterla nelle Sue mani. Il diacono (così come ogni  cristiano che vuol vivere, in modo radicale, il vangelo) allora, è chiamato a fare uno sforzo in più, proprio per quel suo Sì  dato a Qualcuno e perché vuole imitarLo. Il diacono dunque è apostolo di Cristo e servitore di ogni fratello, che sia atteso o non previsto; è colui che offre tempo e spazio secondo il modello del Maestro. E Gesù non si voltava mai dall’altra parte quando incontrava i sofferenti, i lebbrosi, i “lontani”. La bellissima esperienza che sto vivendo, da ottobre, nella parrocchia Santa Lucia di Mistretta, – ha continuato Rondinella – mi riporta quotidianamente sulle orme di Gesù e sul desiderio di seguirlo e provare ad imitarlo. Le occasioni più edificanti sono quelle che mi portano accanto alle sofferenze degli ammalati in ospedale e degli ospiti della Fondazione Maugeri. Lì, comprendo meglio la mia vocazione nel seguire Cristo guardando agli altri”.

Sarà sua Eccellenza Mons. Guglielmo Giombanco ad opporre l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria, e Massimiliano Rondinella con un accorato appello conclude invitando i lettori a pregare insieme a lui, affinché il servizio, che sarà chiamato a svolgere con maggiore impegno e dedizione, sia un servizio che possa far sentire la voce, il cuore e la vicinanza dell’amore del Maestro.

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S. Stefano C.