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Dieci anni fa l’incidente che spezzò le vite di Laura e Giansimone. La lettera dei familiari

Furnari – Il Capodanno 2008 fu l’ultimo per Laura Aveni Banco e Giansimone Lipari.

Proprio in quella notte, un tragico incidente stradale recise le loro giovani vite piene di speranza. Avevano 21 e 26 anni. Si amavano tanto. Avevano finito da poco il loro turno di lavoro presso un noto hotel di Portorosa e stavano rientrando a Furnari per brindare insieme ai parenti. La mezzanotte era già passata. Ma, proprio mentre stavano raggiungendo casa, ecco l’impatto violentissimo con una Golf. Tutto finito. Sogni, speranze, progetti. La mamma di Laura, Lucilla Barbasini, intraprese la sua lotta nelle aule di tribunale e fondò l’Associazione “Angeli sull’Asfalto”. In occasione del decimo anniversario dalla morte dei due giovani fidanzati, la donna, insieme ai familiari, ha scritto una lettera aperta che riportiamo di seguito. Domani, intanto, una messa in suffragio sarà celebrata presso la Chiesa di Sant’Antonio, vicino all’ufficio postale.

“Cara Laura,

Il 1° gennaio, saranno passati 10 anni dal giorno in cui la tua vita è stata spezzata via in un tremendo incidente stradale, nella notte di Capodanno insieme al tuo fidanzato Giansimone. Una manciata di secondi che hanno sconvolto per sempre le nostre vite, il nostro presente e il nostro futuro. Abbiamo pianto lacrime tanto acide da solcare con segni indelebili i nostri visi, i nostri cuori, le nostre anime, ci siamo aggrappati a quell’impercettibile barlume di vita che ancora era in noi per non morire con te.

Ma tu ci hai preso per mano e da allora, insieme abbiamo percorso una strada lunghissima, piena di insidie e salite immani che mai avremmo creduto di poter superare, ma oggi abbiamo la certezza che se non l’avessimo percorsa quella strada, non saremmo qui a parlarne. Nel 2016 è stata scritta la parola “fine” dalla Corte di Cassazione, appena due anni e 6 mesi, la pena inflitta dal giudizio definitivo a chi ha spazzato via il tuo futuro, di fatto un secondo omicidio perpetrato questo nelle aule dei Tribunali. Da genitori superstiti di vittime della strada, non chiediamo, ne tantomeno crediamo in una giusta giustizia, ma ci battiamo affinché altre famiglie non debbano percorrere la nostra stessa strada di dolore infinito. Dalla tua scomparsa, sono circa 37.000 i morti sulle strade italiane che tante, troppe famiglie seppelliscono nella più totale indifferenza, quasi fossero un tributo alla frenesia, ai minuti contati, allo sballo, alla noia, di questa nostra società malata. Un numero inaccettabile, prima causa di morte tra i giovani, nostri figli, fratelli, amici, vicini…una vera ecatombe !

Così, per dare un senso alla tua morte, la nostra battaglia è diventata “missione” con l’Associazione “Angeli sull’Asfalto” che non porta il tuo nome, ma quello di tutte le vittime della strada. Da 7 anni siamo sulle barricate, sempre in prima linea per la sicurezza, la cultura e la civiltà stradale che non possono rimanere solo parole, ma fatti che seriamente volgano alla drastica riduzione dei morti sull’asfalto. E’ con costanza e coraggio che ci siamo mossi su tutto il territorio italiano, che abbiamo sostenuto Associazioni Vittime della Strada straniere, che come tanti sulla nostra stessa barca, ci siamo battuti per l’introduzione del nuovo reato di “omicidio stradale” . Ma è la determinazione granitica e lo spirito di abnegazione che muove i nostri sforzi verso i bambini e i giovani, gli utenti più deboli della strada con attività e progetti elaborati anche con altre Associazioni del territorio. Perché la vita non ha prezzo e deve valere più di ogni altra cosa.

Cara Laura, non ce la mettiamo tutta perché la tua morte, quella di Giansimone e di tutte le vittime della strada non siano vane !!!

La tua famiglia”

 

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