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Secondo l’erede del parroco il sacrestano si sarebbe appropriato di quasi 300 mila euro dello zio

Mazzarrà Sant’Andrea- Da accusatore ad accusato. A Mazzarrà Sant’Andrea scoppia il caso dell’eredità del parroco Don Andrea Catalano (morto a marzo) e l’ex sacrestano-badante. La querela-denuncia presentata alla Procura di Barcellona dalla nipote ed erede del parroco, Maria Angela Catalano, porta nuovi elementi che potrebbero anche mutare lo scenario che ha portato all’arresto dell’ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Salvatore Bucolo, accusato proprio da Torre d’aver intascato una serie di somme.

Nel marzo del 2015 il sacrestano del parroco inviò la Guardia di Finanza dall’allora sindaco Bucolo, accusandolo d’aver intascato circa 33 mila euro e facendolo indagare per peculato in relazione ad una vicenda legata alla società mista TirrenoAmbiente. Stando agli inquirenti Rodolfo Torre avrebbe raccontato d’aver versato 33 mila euro a Bucolo come tangenti perché l’amministrazione da lui guidata rinunciasse ad alcune somme che la TirrenoAmbiente doveva al Comune dal 2013. Bucolo finì prima a Gazzi e poi per 4 mesi agli arresti domiciliari, dopo essersi dimesso da sindaco.

Il parroco è morto lo scorso marzo ma la nipote, rientrata dalla California per accertare l’eredità, ha messo in moto una serie di eventi che potrebbero riconfigurare l’intera vicenda.

Lo scorso luglio infatti, la nipote del parroco, ha presentato una querela nei confronti dell’ex badante, quel Rodolfo Torre che da accusatore diventa adesso accusato. L’ipotesi avanzata nella denuncia della Catalano è di appropriazione indebita (la cifra indicata dall’erede sfiora i 300 mila euro, oltre ad alcuni oggetti tenuti in casa da don Andrea e che sarebbero scomparsi).

La Catalano spiega che, in qualità di erede universale del parroco, ha ereditato anche la titolarità di alcuni conti correnti intestati allo zio e aperti presso il Monte dei Paschi, nonché alcuni titoli ed investimenti. Don Andrea è stato parroco di Mazzarrà fino al Natale del 2016 e per svolgere le sue funzioni si è avvalso dell’aiuto di alcune persone, tra le quali anche Rodolfo Torre che nel tempo era diventato una sorta di sacrestano-badante-uomo di fiducia. Il parroco infatti gli aveva anche affidato la delega per poter prelevare somme di denaro dai conti correnti.

La nipote racconta anche d’aver scoperto che lo zio ha prelevato da libretti postali esistenti presso l’ufficio di Mazzarrà Sant’Andrea una cifra considerevole che però non è stata poi versata nel conto MPS intestato al parroco ma della quale si sono perse le tracce.

Stando ai conti effettuati da Maria Angela Catalano mancano all’appello circa 298 mila euro, più alcune somme tenute in casa ed alcuni oggetti.

Torre negli ultimi tempi aveva iniziato a vivere nell’abitazione di don Andrea, adducendo la motivazione legata all’apporto per le celebrazioni eucaristiche ed utilizzava anche l’auto del sacerdote.

Maria Angela Catalano, ha consegnato alla Procura di Barcellona anche registrazioni, assegni, prelevamenti e bonifici che l’ex badante ha incassato.

Quanto emerso potrebbe comportare anche cambi di scenari nell’inchiesta che ha riguardato l’ex sindaco Bucolo che nel frattempo ha denunciato Torre di diffamazione in merito alle accuse che l’ex tuttofare della parrocchia gli ha rivolto.

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