“Monnezza” a gogò sulla spiaggia di Valle, ma a ripulire ci pensa una privata cittadina

Patti – Tra le regole da rispettare, riportate a caratteri cubitali sulle bacheche informative, compare anche il divieto categorico di abbandonare rifiuti al di fuori degli appositi contenitori; eppure di “monnezza” sparsa ai quattro venti ce n’è davvero in abbondanza.

Siamo all’interno dell’incantevole spiaggia di “Valle”: la grande baia situata proprio nel cuore della riserva naturale dei Laghetti di Marinello. Peccato, però, che in uno dei luoghi più affascinanti dell’intera area protetta il rispetto delle regole sia considerato da alcuni alla stregua di un optional: non si spiegherebbero altrimenti i cumuli di spazzatura abbandonati sull’arenile o “imboscati” alla meno peggio tra la ricca vegetazione di elicriso e barboncino mediterraneo.

Fortunatamente per ogni cento incivili c’è sempre quel personaggio isolato che oltre al rispetto delle regole sente anche la responsabilità di rimediare alle imbecillità altrui. È il caso di Elisa Pantano, pattese di origine, mosaicista e artista girovaga, che saltuariamente ritorna in città per ricaricare le pile prima di riprendere i viaggi per l’Europa alla guida del suo eccentrico camper.

È proprio durante una passeggiata mattutina lungo la spiaggia di “Valle” che Elisa si rende conto di quanto l’area sia stata deturpata dall’abbandono indiscriminato di rifiuti. Da qui la decisione di rimboccarsi le maniche  e di munirsi di guanti e sacchi neri per ripulire l’intera spiaggia: parecchie ore di duro lavoro al termine delle quali è riuscita ad accatastare all’ingresso dell’area alcuni ingombranti, materiale di risulta e più di dieci sacchi colmi di spazzatura.

Di fronte al problema oggettivo di trascinare tutti quei rifiuti fuori dalla riserva, compresa la carcassa di una lavatrice, la tenace volontaria ha chiamato in soccorso il responsabile dell’associazione culturale “Tindari”, Daniele Giddio, che attraverso i fondi dell’associazione ha pensato di noleggiare una jeep munita di cassone per trasportare i rifiuti attraverso la tortuosa strada sterrata che conduce al tratto di provinciale 113 compreso tra le frazioni turistiche di Mongiove e Tindari. Dopo opportuna segnalazione, a smaltire la spazzatura lasciata ai margini della strada ci penserà il personale della Città Metropolitana addetto alla manutenzione della riserva.

«La cosa gravissima – è il commento di Elisa Pantano – è che questo scempio avviene all’interno di un’area protetta. Mi sono messa nei panni di un qualunque turista: avevo voglia di stare a contatto con la natura e mi sono ritrovata tra polistirolo, pannolini, scarpe vecchie, sacchi di spazzatura aperti e carcasse di elettrodomestici. C’era davvero di tutto e la plastica era talmente vecchia che mi si sgretolava tra le mani. Come si fa a proporre dei pacchetti turistici in un luogo ridotto così? i rifiuti – continua Elisa – erano nascosti addirittura sotto i massi e tirarli fuori tutti  è stato impossibile. L’inciviltà di certe gente non ha limiti, ma è pur vero che in tutta l’area non esiste l’ombra di un contenitore. Perché l’ente gestore non li ha predisposti? In un paradiso del genere tutto questo è inaccettabile». Vero è – aggiungiamo noi – che molti rifiuti vengono trasportati sulla spiaggia dalle mareggiate, ma è altrettanto indubbio che parecchia spazzatura è il prodotto di chi, d’estate, si gode la quiete e la bellezza di un luogo mozzafiato ma poi va via lasciando sull’arenile ogni genere di rifiuto.

 

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