Condanna confermata anche in Appello. “Ha causato la morte di Pietro Pintaudi”

Sant’Angelo di Brolo – La Corte d’Appello di Messina ha confermato la sentenza di condanna di un imprenditore di Sant’Angelo di Brolo, Angelo Lucifero, pronunziata dal Tribunale di Patti il 24 aprile 2014 che aveva condannato l’imputato, in primo grado, a 2 anni di reclusione, al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno in favore delle parti civili per avere provocato la morte del giovane lavoratore Pietro Pintaudi.

Lucifero, nella qualità di datore di lavoro, aveva assegnato al giovane Pintaudi, assunto senza regolarizzazioni, il compito di “ruotare” pneumatici di un autocarro Fiat OM 110 senza la dotazione dei dispositivi di protezione individuali e senza la preventiva informazione sui rischi connessi all’attività lavorativa da compiere.

A causa del montaggio non corretto degli anelli laterali e dell’eccessiva pressione di gonfiaggio della ruota anteriore sinistra dell’autocarro, il giovane lavoratore veniva violentemente colpito al corpo dagli anelli che stava collocando, con la conseguente rottura della volta cranica ed il decesso immediato.

Dopo la relazione svolta dal Presidente del collegio d’appello, Dott.ssa Maria Tindara Celi, il Procuratore Generale ed il difensore delle parti civili costituite, Avv. Massimiliano Fabio, hanno chiesto ed ottenuto la conferma della sentenza di condanna dell’imputato, difeso dall’Avv. Alessandro Pruiti Ciarello, per aver provocato la morte del giovane lavoratore Pietro Pintaudi.

La Corte ha anche condannato l’imputato alla refusione delle spese del giudizio d’appello in favore delle parti civili costituiti, sig.ri Pintaudi Costantito, Pintaudi Lina e Segreto Michela.

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