Toto assessori. Musumeci: “Discontinuità con il passato nei toni e comportamenti”. I papabili…

Palermo – Tempo di toto-nomine a Palazzo dei Normani. Si, per il presidente Musumeci, fresco fresco di elezioni, è arrivato il momento di decidere chi, insieme a lui, formerà la giunta regionale e quindi guiderà la Sicilia in questi 5 anni. 12 sono gli assessorati che dovrà assegnare Musumeci.

In campagna elettorale di nomi se n’erano fatti tanti a cominciare da Gaetano Armao che al momento sembra essere una delle poche certezze: già designato vicepresidente della giunta, in tempi non sospetti all’ex lombardiano gli era stata affidata la delega al bilancio. Il posto di Armao dovrebbe essere ben custodito e sicuro in virtù del fatto che l’accordo tra Berlusconi e Miccichè di qualche mese fa si basò proprio sulla sua designazione a vicepresidente. Accanto a lui l’altro papabile per cui sembrerebbe esserci fumata bianca è Vittorio Sgarbi che in Sicilia si occuperà dei Beni Culturali a lui tanto cari.

Il neo presidente  intanto ribadisce che l’assessorato è una questione di competenze; ieri infatti, da Militello val di Catania, ha ribadito cheIl toto-nomine è uno sport che non mi appassiona perché alimenta la convinzione che nulla sia cambiato. Il nostro metodo di lavoro sarà improntato ad una effettiva discontinuità, nei comportamenti e nei toni, con il recente passato. Incontrerò le forze politiche della maggioranza e raccoglierò ogni indicazione nel rispetto dei ruoli. Poi adotterò le decisioni che riterrò più giuste ed inizieremo a lavorare”.  Toni pacati anche quelli di Gianfranco Miccichè, che punta alla Presidenza dell’Ars e che ha ribadito che darà qualche consiglio al presidente, ma sarà Musumeci a decidere.

Intanto c’è da sentire anche Giorgia Meloni e Salvini. Pare che già nel weekend Musumeci possa incontrare i capi della maggioranza, ma per la prossima settimana è previsto un vertice proprio per decidere giunta e organi dell’ARS, compresa la presidenza di Palazzo dei Normanni, le commissioni parlamentari e tutto il resto. Alla riunione prenderanno parte i dirigenti di Forza Italia, Udc, Popolari e autonomisti, Fratelli d’Italia, Diventerà Bellissima e la Lega di Salvini.

Qualche nome però viene fuori già da tempo: è il caso dell’ex rettore di Palermo Roberto Lagalla, che era già in giunta ai tempi di Cuffaro e che all’epoca si occupava di sanità. Stavolta però sembra profilarsi una rotta diversa per lui. Tra i 12 un posto sembra spettare anche all’esponente di Forza Italia Santi Formica, già medico di professione e che negli anni si è battuto per problematiche legate alla sanità, all’ambiente (dato il suo ruolo alla commissione ambientale) e al lavoro sopratutto. A puntare su di lui è Gianfranco Miccichè, ma anche lo stesso Musumeci.

A fare capolino nel toto-assessori è anche Alessandro Aricò, “finiano” in tempi passati, ma che alle urne ha avuto una buona affermazione in Diventerà Bellissima.

Certo, una possibile nuova leva nei 12 potrebbe essere Nino Germanà, primo dei non eletti tra le file messinesi di Forza Italia e dato da giorni come papabile. Lui però non si sbilancia e rimanda la decisione a Miccichè, affermando che la decisione spetta al partito.

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