Bennato regala quasi tre ore di emozioni al “Mandanici”

Barcellona – Mille persone che cantano con lui. Che battono le mani a ritmo. Che colgono ogni istante per gridargli il proprio entusiasmo. Mille persone di tutte le età, genitori con figli, adolescenti in gruppo, capelli bianchi e “divisa” rap, giovani coppie e nonni battaglieri. Il Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto è tutto per Edoardo Bennato. Ed è spettacolo nello spettacolo.

​”​Sul palcoscenico c’è ​un artista libero e questo è il teatro, la condivisione di un pensiero libero tra l’artista e la platea”, ricorda il direttore artistico Sergio Maifredi, che porta i saluti del sindaco Roberto Materia, impegnato in Vaticano per la cerimonia di assegnazione della festa nazionale di San Rocco a Barcellona Pozzo di Gotto. Bennato ​salpa con “Dotti medici e sapienti”, naviga gli ultimi decenni di musica denuncia e poesia e approda, nel bis che dura quattro canzoni, a “Un giorno credi” e “L’isola che non c’è”. Il “Burattino” da quarantennale è celebrato per intero, compresi “Mastro Geppetto” e “Il mio nome è Lucignolo” che vengono dopo ​e ​si fa coro su “Cantautore” e “Rinnegato”, “Sono solo canzonette” e “Abbi dubbi”, “Pronti a salpare” e “A Napoli 55 è ‘a musica”, su “Le ragazze fanno grandi sogni”, sul rock di Capitan Uncino con graffianti citazioni underground e su “Vendo Bagnoli”. Bennato è instancabile, empatico, generoso, mille voci in una, una fisarmonica duttile come sempre e di più, e la sua band è letteralmente da capogiro. I virtuosismi di chitarre, percussioni, piano e tastiere e i sorprendenti archi del Quartetto Flegeo si inseguono, si richiamano, si lasciano spazio e si lanciano in assoli. Il mood è in crescendo emotivo.

​Il live dura 2 ore e 40 minuti e alla fine il pubblico non se ne va, ne chiede ancora. Il concerto di Edoardo Bennato, unica data siciliana e dat​a inaugurale del suo ​tour nazionale, è il primo sold out della Stagione 2017/2018 del Teatro Mandanici,​appena cominciata. Prossimo appuntamento in cartellone il “Decameron” di Tullio Solenghi per la regia di Maifredi (18 novembre alle ore 21).

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