Emergenza idrica. I Sindaci invocano lo stato di calamità naturale

Acquedolci – Acquedolci: Riunione operativa dei sindaci dei Nebrodi per la grave emergenza idrica, invocato lo stato di calamità naturale.

Nell’aula consiliare, ieri pomeriggio, è stata enucleata dalla nutrita delegazione di primi cittadini intervenuti, la drammatica situazione cagionata dal lungo periodo di siccità, con consequenziale crisi idrica, che continua ad attanagliare numerosi comuni dell’hinterland. Presenti i sindaci di:  Castell’Umberto, Acquedolci, Sant’Agata Militello, Torrenova, Reitano, Mistretta, Alcara li Fusi, Capri Leone, Caronia, Tusa ed altri centri. All’unisono i sindaci lamentano di essere stati lasciati soli nel fronteggiare l’emergenza idrica, nonostante le reiterate richieste alla Protezione Civile, che dal canto proprio lamenta la mancanza di economie da investire. Quasi tutti i comuni hanno richiesto l’intervento dell’esercito, ma hanno dovuto desistere a causa degli esosi costi giornalieri. “Tutti i presenti- afferma il sindaco di Mistretta Liborio Porracciolo, presidente dell’Ambito Territoriale Idrico (Ati) di Messina, che raggruppa 108 comuni soci, hanno chiesto di invocare lo stato di calamità naturale, già peraltro richiesto senza alcun esito positivo, da 24 comuni, con Floresta capofila. Congiuntamente i sindaci presenti hanno deliberato di aggiornarsi in un’assemblea comune, che molto probabilmente sarà convocata il prossimo 5 settembre”. “Bisogna fare fronte comune- affermano Liborio Porracciolo e Vincenzo Lionetto Civa, membro del consiglio d’amministrazione dell’Ati  di Messina- solo uniti e, non singolarmente, potremo ottenere un  concreto risultato”. Tra le richieste avanzate dai primi cittadini dei Nebrodi, nelle more dell’attuazione di un piano di emergenza idrica da sottoporre all’attenzione  dell’assessorato Energie ed Acque, spiccano: lo stanziamento di fondi per l’acquisto di autobotti, di cui i comuni nebroidei sono sprovvisti ed hanno dovuto ricorrere ai mezzi del Corpo Forestale e deroghe alle lungaggini attualmente vigenti, con tempistiche che vanno dai 4 ai 6 mesi,  per l’avvio di nuovi iter per scavare pozzi e sistemare sorgenti. Intanto il gruppo di opposizione consiliare “ Acquedolci 2.0”, guidato da Salvatore Caputo,  ha stilato un documento proprio sul delicato tema dell’emergenza idrica, che pubblichiamo integralmente.

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