Settimana conclusiva con la rassegna Nebrodi Cinema Doc di Franco Blandi

Sant’Agata Militello – Doppio appuntamento con il regista Andrea D’Ambrosio per la settimana conclusiva della Rassegna NEBRODI CINEMA DOC 2017, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Sant’Agata di Militello e curata da Franco Blandi.

Giovedì 24 agosto ci sarà la proiezione di “Due euro L’ora” il film di Andrea D’Ambrosio, pluripremiato in Italia e all’estero, con Peppe Servillo, Chiara Baffi, Paolo Gasparini, Alessandro Mascarucci, Alyona Osmanova.

Venerdì 25 agosto verrà proiettato il film documentario “Di mestiere faccio il paesologo” di Andrea D’Ambrosio con Franco Arminio.

Entrambi gli eventi si terranno presso il Cortile di Castello Gallego di Sant’Agata di Militello a partire dalle 21.30. Sarà presente il regista Andrea D’Ambrosio che dialogherà con il direttore artistico della rassegna e con il pubblico.

“Due euro l’ora” è un film sul Sud e del Sud, un film sul lavoro, sull’amore e sulla giovinezza che fugge. Le storie: quella di Gladys, che attraverso l’amore per Aldo, un insegnante di palestra, cerca il riscatto da una vita che passa in un laboratorio a cucire tessuti “in nero” per Blasi, un piccolo imprenditore, uomo aggressivo che a causa della crisi ha dovuto adattare la sartoria abusiva in un garage. Rosa vive la sua adolescenza tra il sogno di fuga da una realtà che le va stretta, l’amore con il fidanzato Nicola, il rapporto conflittuale con il padre Franco. Rosa vive i suoi sogni senza perdere il contatto con la realtà e per questo va anche lei a lavorare nel garage di Blasi dove diventa amica di Gladys. Nella fabbrica il lavoro di Rosa, di Gladys e delle altre operaie, va avanti, sotto lo sguardo attento di Blasi, ascoltando canzoni neomelodiche e i racconti della loro vita quotidiana. Così si vive in molti paesi del Sud, con un lavoro per sopravvivere, senza piangersi troppo addosso, ma sperando ed aspettando una vita diversa. Fino a che la realtà, un giorno come un altro, prende il sopravvento…

“Di mestiere faccio il paesologo” è un film documentario su uno scrittore particolare e “nuovo” nel panorama letterario e poetico italiano: Franco Arminio. Inventore di una nuova forma di letteratura e di disciplina: “la paesologia”. Gira nei paesi abbandonati, e sperduti, quelli dove a vivere sono rimasti i più deboli. Arminio è un pescatore di desolazione, alla ricerca del puro e dell’ingenuità. Il film è un viaggio nella vita e nel mondo di Arminio, un collage di incontri dello scrittore nei paesi dell’Irpinia e della Lucania, a cui si aggiungono le sue riflessioni e i suoi pensieri sui piccoli paesi. Arminio ci fa capire con profonda ironia, che in fondo questi posti desolati andrebbero premiati, per non avere partecipato al saccheggio culturale e sociale che c’è stato nell’occidente e ci invita ad andare in questi paesi, prima che sia troppo tardi, “prima che il proiettore si spenga”.

Andrea D’Ambrosio

Laureato in cinematografia, ha frequentato la Nuova università del cinema e della televisione di Roma (Nuct), diplomandosi in regia nel corso tenuto da Giuseppe De Santis,Carlo Lizzani, Florestano Vancini ed Ettore Scola, Ugo Pirro. È stato assistente alla regia in numerosi film ed è docente in vari corsi di cinema italiani ed europei. Autore di numerosi documentari, tra i quali: nel 2002 Pesci Combattenti con il quale vince il“Premio Cipputi” al Torino Film Festival e al Medfest il Premio Fellini dell’Unesco, nel 2006 Che cosa manca, nel 2007 con BiùtifulCauntri vince il  “Nastro d’argento”  come miglior documentario dell’anno, la “Menzione Speciale”  al  Torino Film Festival,  risulta vincitore al Festival VisioniItaliane di Bologna della Sezione Visioni Ambientali, Miglior Documentario di Impegno Civile al Festambiente, Vince il premio Giancarlo Siani e il premio Giuseppe Fava, nel 2010 Di mestiere faccio il paesologo con il quale vince il premio Rossellini come miglior documentario, nel 2010Campania Burning, nel 2014 I frutti del lavoro. Nel 2016 il film Due euro l’ora con il quale ottiene, e sta ottenendo, numerosi riconoscimenti.

“Un film non può cambiare il mondo, ma può contribuire a capirlo e quindi…a cambiarlo”. E’ questo lo slogan che il direttore artistico ha scelto per la rassegna che, nell’ambito delle manifestazioni estive, destinate, com’è giusto che sia, allo svago e all’intrattenimento, vuole creare anche momenti di riflessione su tematiche che sempre di più interessano le nostre vite e quelle dei nostri figli. Le arti, ed in particolare quelle visive, possano dare un contributo notevole sul piano della conoscenza, sensibilizzazione ed educazione al rispetto degli altri e dell’ambiente. Per queste ragioni la rassegna cinematografica è dedicata ai film e ai documentari che hanno per tema la cultura, l’ambiente e la solidarietà.

Al termine delle due serate l’autore dialogherà con il direttore artistico della rassegna e con il pubblico.

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