Comitato spontaneo contro la chiusura del PTE di Torregrotta

Torregrotta – Far sentire la voce del popolo che si è stufato di subire sempre e passivamente le scelte che vengono dall’alto. È questo il punto cruciale e l’obiettivo principale del comitato spontaneo di cittadini nato in seno alla paventata chiusura del PTE di Torregrotta (Presidio Territoriale di Emergenza).

In una conferenza stampa tenutasi nell’Aula Consiliare del Comune di Torregrotta, sono state tracciate le linee guida di quella che si preannuncia una battaglia agguerrita. Raffaele Nastasi, del Comitato Uniamoci per il 118 di Torregrotta, ha parlato di come amplificare la voce dei cittadini, per farla arrivare a livello assessoriale e ministeriale, affinché questo decreto venga revocato.  Un comitato questo nato per difendere un diritto dei cittadini, quale appunto l’assistenza del 118, e maturato proprio con la presa di coscienza di un decreto, quello di Gucciardi, che prevede la ridistribuzione del 118 in tutta la Sicilia. “Noi come cittadini dobbiamo fare qualcosa, per questo ci siamo uniti e abbiamo realizzato la pagina facebook raggiungendo tantissima gente” ha dichiarato Giovanni de Gaetano, uno dei padri fondatori del comitato.

Altra faccenda poi è quella riguardante i medici, che non saranno più presenti in tutte le ambulanze. A spiegare la faccenda sotto un profilo tecnico è  il dottor Raimondo Mancuso ,medico appunto del 118, che ha parlato di come possa essere difficoltoso curare e salvare la vita della gente senza un medico nelle ambulanze. “Noi, come medici del 118, – ha dichiarato – possiamo dire soltanto ciò che vediamo ogni giorno, ovvero il paziente che si rivolge al nostro servizio, e noi come medici possiamo decidere il destino di questo paziente in base alla patologia riscontrata. Chiaramente questo potere decisionale, se il medico non c’è nell’ambulanza, spetterà al primo medico disponibile, ovvero quello del pronto soccorso. Quindi una normale patologia che può essere trattata a casa, andrà ad intasare il Pronto Soccorso.

Torregrotta in realtà manterrà a bordo della propria ambulanza il medico, ma verrà tolto in postazioni vicine. Milazzo ad esempio non avrà più il medico sull’ambulanza. Stessa storia per Tindari e Patti. Questo quindi comporterà che, per i casi più gravi, Torregrotta dovrà anche coprire i comuni limitrofi. Di questo ne aveva parlato anche il sindacato Snami, il cui segretario provinciale Nino Grillo, nonché medico del 118, aveva addirittura scritto una lunga lettera a Baldo Gucciardi, nella quale parlava proprio delle ambulanze messinesi, zummando la sua attenzione su Santa Teresa Riva: “Assessore lei rassicura il Sindaco di Santa Teresa di Riva,  che nulla sarà toccato ma anzi potenziato, ma mi dica, ambulanze Medicalizzate in gergo sanitario MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) o ambulanze non medicalizzate MSB (Mezzo di Soccorso Base) con solo autista e soccorritore?” C’è poi la faccenda di come mantenere le Reti Tempo Dipendenti (Rete infarto ed ICTUS), che, come aveva affermato anche Nino Grillo, tanto lustro avevano portato alla sanità siciliana e messinese in particolare: su questo Mancuso ha sottolineato di come sia essenziale il medico a bordo.

“Il decreto non tiene assolutamente conto della particolare strutturazione del territorio interessato, vasta e variegata, che rappresenta una realtà a se stante nel contesto provinciale messinese e che, in considerazione della particolarità viaria e dell’alta incidenza industriale, ha bisogno di un’organizzazione di emergenza e urgenza che dia risposta in tempi più rapidi possibili” – afferma il Comitato,  che nel documento chiede  il Mantenimento del Presidio Territoriale di Emergenza (PTE) di Torregrotta e delle Ambulanze Medicalizzate (118) oltre che la promozione di attività dirette ed indirette per il potenziamento dei presidi medico-sanitari locali, messi a serio rischio dall’approvazione del Decreto Assessoriale del 31 marzo 2017 “Riorganizzazione della rete ospedaliera ai sensi del D.M. 2 aprile 2015, n. 70”

La prossima mossa, come ha annunciato Raffaele Nastasi, sarà portare il malloppo di firme ovunque sia necessario per fermare il decreto. Ma non finisce qua. Il Comitato è pronto anche ad andare da Gucciardi per far valere la voce dei torresi.

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