Ultimissimi giorni per aiutare Padre Pippo Giordano a riempire il container per l’Africa

Patti – In molti hanno seguito negli anni il lavoro oblato del missionario pattese, partito giovane alla volta del cambiamento per quei popoli che, ancora, hanno bisogno di aiuto.

Solo ogni due anni Padre Giordano torna qui a casa, in vacanza ma non del tutto. Certo, con i confort come l’acqua a portata di mano e a riposo dal caldo torrido, quello a cui non è  facile abituarsi trattandosi di, si badi, 44ᵒ/45ᵒ di notte e 49ᵒ di giorno. Una tregua, dunque, ma fatta ancora di lavoro.

Un container stracolmo di roba, infatti, viene disposto grazie all’aiuto dei tanti che contribuiscono con indumenti (assolutamente estivi), lenzuola e asciugamani, vettovaglie e generi di prima necessità. Oltre ai farmaci da banco (non deperibili col viaggio che durerà circa un mese e mezzo), cancelleria come quaderni e matite e persino biciclette e strumenti da lavoro (quest’anno è stata la volta di due motozappa).

Il container sarà pronto a partire giorno 24 di questo mese, il più del lavoro pianificato è stato svolto ma, alla luce di tutto, Padre Giordano considera ancora possibile impegnarsi ulteriormente con la raccolta di scatolame (come legumi, carne o tonno a lunghissima conservazione) e viveri per bambini (come omogeneizzati o latte in polvere).

Questo essenzialmente il genere d’aiuto necessario in questo momento, con cui è possibile collaborare entro giorno 22 corrente mese. Per ogni piccolo ma grande gesto d’aiuto sarà possibile rivolgersi ai numeri 339 5736724 o 340 0978782 oppure lasciare l’eventuale oblazione nei termini suddetti di viveri o scatolame presso il negozio Renew sito in C.so Matteotti,  175 (all’altezza dell’Istituto Tecnico).

Interessante è stato apprendere che il container durerà fino al prossimo carico ovvero un paio d’anni. Giunto a Bissau, infatti, non avviene una “distribuzione”. Padre Giordano, che continueremo a seguire nella missione, così spiega il suo lavoro e quello della sua équipe: “Non è elemosina. Lì tutti sono poveri, ma l’aiuto va rivolto a quelli più poveri. Ad esempio in caso di emergenze, purtroppo frequenti in quel genere di precarietà, come la perdita della casa per via del fuoco o del vento che sovente scoperchia i tetti. E l’aiuto serve non solo a soddisfare le prime necessità, ma a donare l’insegnamento capitale della solidarietà e della fratellanza fra i popoli”.

L’impegno di Padre Giordano, per quanto materiale (solo negli ultimi 3 anni ben 25 pozzi a rendere meno aride quelle arsure), è soprattutto culturale: “Ricevere deve significare per loro divenire essi stessi solidali”.

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