A causare la crisi idrica un allevatore che “rubava” l’acqua

Cesarò – Il pregiudicato C.T.C., classe 1958 , aveva realizzato un allaccio abusivo e attraverso un lungo tubo in polietilene convogliava la risorsa idrica verso una vasca  in acciaio utilizzata per abbeverare una trentina di bovini ed irrigare l’azienda. 

L’uomo è stato tratto in arresto ieri, in contrada Casazza, in flagranza di reato.  Questa mattina è stato giudicato presso il Tribunale di Catania, con il rito per direttissima e, dopo la convalida dell’arresto, è sottoposto all’obbligo di dimora a Maniace.

Finisce così la “lunga ispezione” avviata nei giorni scorsi dai carabinieri della stazione di Cesarò, guidati dal maresciallo ordinario Giancarlo Trimarchi, i quali, avvalendosi di tre tecnici dell’Ente Acquedotti Siciliani, avevano deciso di “vederci chiaro e capire cosa avesse causato la  recente crisi idrica che attanagliava Cesarò”.

Recentemente, infatti, “le vasche della raccolta d’acqua delle due comunità di Cesarò e di San Teodoro  – si legge nel comunicato dei carabinieri – avevano registrato un’inusuale e sospetta penuria che, se fosse continuata, avrebbe rischiato di mettere in ginocchio i due comuni”. 

I militari e i tecnici dell’E.A.S. hanno setacciato 15 km di tubi, in parte sotterrati, e hanno accertato che la “ricchezza di fluido subiva una drastica riduzione” proprio in contrada Casazza, dove l’allevatore C.T.C. aveva provveduto illegalmente a “prendersi” l’acqua.

 L’impianto abusivo è stato rimosso, dai carabinieri e dal personale dell’ E. A. S. che hanno restituito alla conduttura un carico d’acqua pari a un litro  al secondo.

Print Friendly, PDF & Email



Articoli Correlati

Close