Il Comune aderisce allo SPRAR, l’opposizione attacca e la comunità si divide

Santo Stefano di Camastra – Botta e risposta sull’accoglienza a rifugiati e richiedenti asilo, non è bastato un consiglio comunale a stemperare le polemiche e a colpi di “volantini” maggioranza ed opposizione denunciano menzogne e strumentalizzazioni reciproche.

Un’attività consiliare intensa quella che si vive nella città delle ceramiche. Il gruppo di minoranza “Impegno” a poco più di 1 mese dall’insediamento ha fatto arrivare sul tavolo della presidente del consiglio Marila Re, due richieste di auto convocazione. A dividere e scatenare il dibattito dentro e soprattutto fuori l’aula consiliare è l’adesione alla rete SPRAR, deliberata dalla giunta guidata dal sindaco Francesco Re. Un’adesione risultata indigesta all’opposizione che nell’ultima seduta di consiglio ha proposto un referendum popolare o una petizione popolare “per permettere ai cittadini di S.Stefano di pronunciarsi se a favore o contro queste forme di accoglienza disumane e mangiasoldi”.

La proposta del referendum non è stata accolta perché lo statuto comunale prevede l’istituto del referendum solo per materie di esclusiva competenza comunale, la proposta di una petizione, invece, è stata bocciata. Una bocciatura che ha scatenato la reazione del gruppo “Impegno” che ha abbandonato l’aula e diramato un comunicato. “Grave che il sindaco cali le cosiddette braghe davanti il prefetto e mostri il pugno con i cittadini – scrivono i consiglieri Colombo, Torcivia, Pezzicara e Rondinella – nonostante alcuni consiglieri di maggioranza sembravano favorevoli a referendum popolare o petizione popolare, votano no alla petizione popolare sotto il diktat del sindaco. Non esiste – conclude il documento – legge che obblighi i comuni all’accoglienza dei migranti il sindaco e la giunta hanno aderito volontariamente e senza consultare i cittadini”.

Accuse rispedite al mittente dal primo cittadino Francesco Re e dal gruppo consiliare “S.Stefano nel cuore” che spiegano in un lungo documento distribuito a cittadini ed associazioni perché la giunta ha formalmente manifestato la volontà di aderire allo SPRAR. Un’adesione che esenta i comuni dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza, con l’applicazione della cosiddetta clausola di salvaguardia, 2,5 migranti ogni 1000 abitanti. “Nella delibera di giunta nr. 76 del 24.07.2017 – si legge nel documento dell’amministrazione comunale – il comune di S.Stefano di Camastra recisa che non dispone di risorse finanziarie né di immobili di proprietà da destinare all’accoglienza. Tale limitazione, per quanto ovvio, non poteva riguardare, prima dell’adozione della citata delibera, le altre strutture pubbliche di proprietà di altri enti quali ad esempio la Provincia Regionale di Messina che, come a tutti noto, è titolare della struttura del Palazzetto dello Sport e dei locali dell’Istituto Tecnico Commerciale, dei quali ben due piani non risultano essere attualmente utilizzati”.

A conclusione del documento si fa riferimento all’ultima seduta di consiglio comunale conclusasi con l’adozione di una delibera consiliare, votata all’unanimità dai consiglieri presenti, consiglieri del gruppo “Impegno” avevano abbandonato l’aula. “La delibera di consiglio adottata sancisce, in maniera vincolante e non fumosa e demagogica, l’istituzione di una apposita commissione consiliare che abbia come solo ed esclusivo compito quello di studiare e realizzare, immediatamente, le migliori e più idonee forme di confronto e di informazione dei cittadini per poter trarre dalle stesse, indicazioni utili alla definizione di tutti gli adempimenti di cui alla delibera nr 76, sostegno politico e morale necessario nel confronto con le altre istituzioni dello stato coinvolte e piena e rispettosa esigibilità delle clausole di salvaguardia attivate. Nessuna prova di forza, dunque, ma come sempre ragionato, in maniera responsabile e concreto modo di amministrare, messo in campo dal gruppo Santo Stefano nel Cuore, su ciò che realmente si può fare a discapito dei vuoti e sterili populismi di facciata”.

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