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Al via il processo per il presunto caso di violenza sessuale di un assistente scolastico ai danni di una minore

Capo d’Orlando – Al via il processo davanti al collegio giudicante del tribunale di Patti (presidente Ugo Scavuzzo, a latere Vincenzo Mandanici e Francesco Torre) che vede alla sbarra, per il presunto caso di violenza sessuale su una minore, l’assistente scolastico A.B., 59 anni, originario di Pace del Mela, residente a Rocca di Capri Leone, attualmente ristretto in carcere, difeso dall’avvocato Decimo Lo Presti.

Nel corso dell’udienza ha avuto luogo l’escussione dei primi testimoni citati dall’accusa. Al dibattimento sono costituiti parte civile la famiglia della minore vittima dei presunti abusi sessuali , assistita dall’avvocato Bernardette Grasso e l’associazione Pink Project, guidata dalla presidente Maria Grazia Giorgianni, che assiste le donne vittime di violenza, rappresentata dall’avvocato Cristina Manfredi Gigliotti.
I primi testimoni escussi sono stati quattro poliziotti in servizio al Commissariato di Capo d’Orlando, che hanno condotto le indagini coordinate dal sostituto procuratore di Patti Alice Parialò. Il processo riprenderà il prossimo 13 dicembre. Nella scorsa estate si era concluso, davanti al Gip di Patti Eugenio Aliquò, l’incidente probatorio sulla perizia relativa alla capacità di testimoniare della presunta vittima, una sedicenne, persona offesa.
La ragazza, una studentessa di Rocca di Capri Leone, era già stata sentita in una prima fase dell’incidente probatorio svoltosi ad aprile. Tra interrogatorio e incidente probatorio accusa e difesa si sono confrontati su modi e tempi in cui sarebbero avvenuti i presunti casi di violenza contestati e sugli orari riscontrati attraverso anche riprese di videocamere di sorveglianza ed ingressi a scuola lungo il tragitto tra Rocca di Capri Leone e Capo d’Orlando dove si trova l’istituto frequentato dalla minore. Secondo l’accusa un episodio di abuso sarebbe avvenuto sulla spiaggia in località Zappulla a Rocca mentre un altro caso, ricostruito dal racconto rivelato dalla vittima all’assistente sociale, si sarebbe verificato in un casolare abbandonato in contrada Tavola Grande, a Capo d’Orlando.
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