98zero

“Il Francesco di Palermo” del giovane Antonio Turco premiato come miglior film al Foggia Film Festival

Mistretta – All’interno della 9° edizione del Foggia Film Festival, svoltasi dal 24 al 30 novembre, Antonio Turco si è aggiudicato il premio come miglior film, nella sezione University Awards, con il corto “Il Francesco di Palermo”.

La motivazione che ha portato la giuria a premiare il bellissimo ed emozionante lavoro del giovane regista di Mistretta è la seguente: “per la straordinaria focalità e la completezza narrativa che il film centra e per le tematiche difficili, umane e attuali, che il film riesce a raccontare con grande sensibilità e coinvolgimento emotivo“.

Antonio Turco, regista ventiduenne, attualmente studia reportage audiovisivo presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Varie riflessioni e creatività artistica hanno portato il giovane autore a realizzare un film sulla missione “Speranza e Carità” di Biagio Conte a Palermo. “Essere rientrato in concorso per me è stata già una grande vittoria, perché l’obiettivo principale è quello di far conoscere a tutti la storia di Biagio – afferma soddisfatto Antonio Turco. Tramite la sua testimonianza, infatti, può nascere nello spettatore la voglia di mettersi in gioco anche in una realtà diversa da quella del capoluogo siciliano. Non ho vinto io ma ha vinto il film –conclude – e soprattutto ha vinto un uomo che continua a donare tutta la propria vita agli altri“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Foggia Film Festival si pone l’obiettivo di promuovere il linguaggio audiovisivo del cinema italiano, favorire la conoscenza di nuovi autori, la circolazione del documentario italiano, con particolare attenzione alle cinematografie e tendenze artistiche emergenti.

Il protagonista del film è lo stesso fondatore e missionario laico che ha costituito la comunità nel 1991, nei locali dell’ex caserma dell’aeronautica militare, in via dei Decollati, tra la stazione centrale e il quartiere Brancaccio. La struttura oggi ospita più di mille persone provenienti da varie nazioni. L’attenzione è in favore dei più deboli, che vengono accolti ricevendo non solo ospitalità, ma sopratutto l’opportunità di imparare un mestiere che gli possa consentire di costruire un futuro migliore, anche al di fuori della struttura.

Il film racchiude la vita quotidiana all’interno della comunità. Al centro dell’opera quattro storie di rinascita in cui parte dei protagonisti, apprendendo un mestiere, ne hanno creato la propria professione e autonomia. Francois, giovane africano cinquantenne, dopo aver conosciuto la moglie in missione ha deciso di aprire insieme a lei una propria sartoria nel centro storico di Palermo. Adesso lui dedica parte della giornata a insegnare questo mestiere ad altri ragazzi immigrati. “Non vogliamo pesare su questo paese che già ci ospita – racconta la signora davanti alle telecamere di Antoniocosì, a nostra volta, abbiamo deciso di aprire le porte a tutti quelli che vogliono imparare questo mestiere”.

Paolo, ragazzo nigeriano, dedica parte della giornata presso il laboratorio di panetteria. Egli, oltre ad avere una forte passione per l’arte fornaia, ha frequentato una scuola di specializzazione ottenendo una certificazione per entrare nel mondo del lavoro. Il giovane ogni mattina si sveglia alle 3 per impastare e infornare chili e chili di pane, utili per l’intera missione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La normale quotidianità viene tramutata in un’atmosfera di attesa, di preparazione – racconta il registadopo che viene accolta la notizia di un’inaspettata visita da parte del papa”. Papa Francesco nella sua visita pastorale del 15 settembre 2018 a Palermo, ha deciso di condividere il momento del pranzo con gli accolti della missione “Speranza e carità”. “Quando arriva Papa Francesco nella Missione – documenta AntonioBiagio è quasi incredulo di ciò che sta avvenendo e, senza perder tempo, lo abbraccia. Dopo aver salutato tutte le persone presenti, il Santo Padre prende posto nella lunga tavolata preparata per l’occasione. L’immagine ricorda l’ultima cena di Leonardo anche se gli accolti sono ben più di dodici”.

Le riprese del film, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Abruzzo, sono durate da aprile a settembre 2018.

Continua a leggere altre notizie su
Mistretta