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Stasera al Palatenda sarà presentato “Fiordaliso – Morire a 18 anni “di” ospedale” di Azzurra Ridolfo

Brolo – Questa sera, alle 17:30, il Palatenda di Brolo fungerà da cornice per un evento culturale meritevole di interesse e di partecipazione. Sarà presentato il libro “Fiordaliso – Morire a 18 anni “di” ospedale”, dell’autrice brolese Maria Azzurra Ridolfo curato, quanto alla prefazione, da un nome di tutto rilievo nel panorama culturale italiano, lo scrittore e giornalista Alfio Caruso e corredato dalle Conclusioni di Maria Rita Cicero.

Il romanzo ripercorre con la tecnica dell’Io narrante la vita tragicamente interrotta del giovane Stefano Terranova che, ricoverato in un ospedale considerato “centro di eccellenza” per patologie neurologiche, in luogo della cura della malattia, si imbatte in una serie imperdonabile di errori posti in essere dai sanitari della struttura ospedaliera che causano il suo decesso “di” ospedale.

Ma il libro è anche la voce di Stefano che attraversa radioso e fiducioso nel futuro i momenti più appassionati della sua adolescenza e della sua giovinezza.

Interverranno alla presentazione l’autrice Maria Azzurra Ridolfo, Maria Rita Cicero, autrice delle “conclusioni” e il giornalista Alfio Caruso, nonché, quali altri relatori, il Magistrato Felice Lima e il professore universitario Antonio Palma. L’incontro sarà moderato dal dott. Nuccio Anselmo, accreditata “penna” del giornalismo messinese.

Concluderà l’incontro il padre di Stefano, con una testimonianza toccante di come il dolore intimo per la perdita di un figlio, possa essere posto a servizio di una battaglia di civiltà e giustizia.

Riportiamo dalle Conclusioni del romanzo il finale della storia. “Stefano non è, né mai sarà, il freddo numero di un caso giudiziario colposamente archiviato perché prescritto. Resterà il ragazzo con la giacca rosa, il ciuffo ribelle, gli auricolari alle orecchie, che voleva correre incontro a un futuro tutto da costruire, da sperimentare, da vivere. Vittima della malasanità o più ancora vittima di una certa giustizia”.

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