98zero

Recupero della plastica nei fondali dell’Area Marina Protetta, presentato il progetto

Milazzo – Un progetto che coinvolge due aree marine siciliane: quella di Siracusa e, appunto, quella mamertina.

E che punta non solo al recupero delle reti da pesca e delle plastiche che si trovano anche ad una profondità di 30 metri, ma alla sensibilizzazione delle comunità locali ed in particolare delle scuole. L’iniziativa, denominata “Let’s free the sea”, è stata presentata a Palazzo dell’Aquila dai rappresentanti di due distretti rotariani e di quattro club service, tra i quali il Rotary di Milazzo e da Sabina Airoldi, responsabile delI’Istituto di ricerca Tethys (Tethys Research Institute).

All’incontro sono intervenuti il sindaco Giovanni Formica, il presidente dell’Area marina protetta, Giovanni Mangano; il comandante della Capitaneria di porto, Francesco Terranova; il presidente del Rotary di Milazzo, Calogero Ficili ed i titolari dei diving locali i (Blunauta, Dugongo e Acquatica).
«I fondali dell’Area marina protetta di Capo Milazzo sono una risorsa di valore inestimabile – è stato sottolineato nei vari interventi – Una risorsa che va difesa da tutto ciò che può inquinare e oggi purtroppo sono presenti pneumatici, tanta plastica e reti e lenze da pesca che rappresentano un grave danno per l’habitat marino. Ecco perché è necessario intervenire».

L’attività di recupero sarà effettuato nei mesi di marzo ed aprile e sarà preceduta da una fase di divulgazione del rispetto del mare nelle scuole assieme a Capitaneria, Comune e alla stessa area marina protetta. Una iniziativa alla quale guarda con fiducia il sindaco Formica. «Tutelare la risorsa mare – ha concluso – significa proseguire quel percorso che oggi ci vede scegliere la direzione turistica rispetto a quella industriale che c’è stata negli anni Sessanta, e sono certo potrà rappresentare il volano per lo sviluppo di un filone turistico di qualità».

Continua a leggere altre notizie su
Milazzo