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Truffa dell’usucapione a Galati Mamertino, il pm chiede il rinvio a giudizio di quattro persone.

Patti – Il pubblico ministero del Tribunale di Patti, Alessandro Lia, ha chiesto il rinvio a giudizio per Biagio Destro, la moglie Rosaria Maria Anastasi, entrambi difesi dall’avvocato Basilio Ferrante, il figlio della coppia Giuseppe Destro, assistito dall’avvocato Antonino Di Marco ed il notaio Carmela Portale, difesa dall’avvocato Massimiliano Fabio.

Si legge tra l’altro, nella richiesta di rinvio a giudizio, che i quattro “sono imputati per il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, poiché in concorso tra loro, in data 3 maggio 2017, formavano l’atto pubblico di cessione con vitalizio , redatto e registrato a Catania, dal notaio Portale, falso in relazione all’attestazione, non conforme a verità, dell’esistenza in capo alle parti cedenti ( i coniugi Destro ) della proprietà conseguita per il possesso indisturbato per oltre 30 anni, non accertato giudizialmente, di molteplici terreni , siti nel Comune di Galati Mamertino”.
Truffa aggravata e falso ideologico, le accuse a vario titolo nei confronti dei quattro , perché secondo le indagini della procura  “si sarebbero appropriati di alcuni terreni, circa 33 ettari, dal valore fiscale di 64 mila euro e persino di un tratto dell’acquedotto di proprietà del Comune di Galati, attraverso il meccanismo dell’usucapione, di proprietà di alcune famiglie che avevano ricevuto quelle terre, dopo la riforma agraria del 1950.
Sono oltre trenta, le persone offese citate nell’atto di convocazione dell’udienza, difese dall’avvocato Maria Stella Fazio che è stata fissata dal gip del Tribunale di Patti , Eugenio Aliquò per il prossimo 20 febbraio, tra  cui figurano lo stesso Comune di Galati e l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). Secondo la Procura, marito e moglie, avrebbero dichiarato di detenere “in forza di titoli non trascritti,  per usucapione, cedendoli, tramite atto di cessione al figlio con l’obbligo di sostenere i genitori, redatto dal notaio catanese, i terreni, incolti da anni, che non avevano mai ricevuto, da parte dei legittimi proprietari e dei quali non possedevano volture per successione, testamentari o altri atti.  Secondo gli inquirenti,” Giuseppe Destro, diventato proprietario di oltre 33 ettari, avrebbe usufruito di  sgravi fiscali e presentato all’Agea, domande di contributi con artifizi e raggiri consistiti nel dichiarare falsamente nelle rispettive domande di avere la disponibilità, a vario titolo, dei terreni”. Il Comune ancora non figurerebbe nell’elenco delle parti offese costituitesi in giudizio.
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