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“Morte ai negri” su un muro di Messina. Ma una civile cittadina non ci sta, e cambia il murales.

Messina – Avrebbe potuto farlo chiunque, ma si sa, chiunque aspetta che lo faccia l’altro. “Morte a los negros” la scritta, anticipata da una svastica, a suscitare l’indignazione di molti ma la reazione concreta di pochi. O meglio, solo di Ileana Panama, e degli amici da lei coivolti.

Le indecenti scritte apparivano da  diverso  tempo sui  muri che  cingono la Salita Frantinaro, bretella di transito fondamentale per chi vive e lavora nella zona Nord di Messina. Sono rimaste lì per mesi, sotto gli occhi di tutti e nonostante il caso fosse stato denunciato e avviate le indagini che avrebbero poi portato all’identificazione dell’autore, le  scritte restavano.

Fino  a  quando  una  cittadina, Ileana  Panama, stanca di doverle leggere quotidianamente, ha deciso di fare qualcosa, fino a ribaltare la triste storia. “Non volevo solo coprire le scritte – racconta Ileana – ma volevo che quei muri potessero riavere la dignità di una città che nonostante decreti e porti chiusi non ha mai smesso di accogliere”.

Ecco così la collaborazione con gli street artist COLLETTIVO FX e NESSUNETTUNO, che hanno realizzato i murales che raffigurano Fatim Jawara, promessa del calcio femminile, portiere della nazionale del Gambia, annegata durante la traversata che l’avrebbe condotta in Europa e forse in un club importante in cui giocare e la Balena, simbolo di pace e speranza. Alla necessità di adoperarsi in maniera fattiva si è aggiunta la generosità del ferramenta del quartiere, Cristian, che ha fornito il materiale per realizzare i due murales.

“Trovavo indecoroso che simili scritte e la svastica potessero trovare spazio e in un certo senso  legittimazione:  non  cancellarle  significava accettare  e  condividere  quel  pensiero […] E poi pensavo alla percezione della città, pensavo a un turista che magari passando di lì e apprezzando i nostri magnifici paesaggi, il nostro cibo, la nostra cultura, potesse immediatamente ripensarci. Pensavo ai ragazzi che potevano convincersi che quelle scritte erano giuste come quelle su un cartellone pubblicitario, che ti invita a comprare senza pensare davvero a quello che c’è dietro”.

La fautrice di questo esemplare agire è oggi in contatto con il fratello di Fatim. “Dovevo trovarlo e raccontargli quello che è successo – conclude Ileana – cioè che qui nessuno l’avrebbe respinta”.

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