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“Capri Leone 2.0” interroga il Sindaco Borrello sul “carrozzone” ATO ME1. “Non se ne può più!”

Capri Leone – L’Avvocato Salvatore Paterniti, presidente del comitato “Capri Leone 2.0” pone 10 domande al Sindaco Filippo Borrello sui rapporti tra il comune e l’Ato ME1 spa, sulle iniziative per la tutela dei cittadini dalle pretese dell’ATO ME1, sulle iniziative per la tutela degli interessi economici del comune nei confronti dell’AtoMe1 e sulla proposta di una eventuale “rottamazione” delle bollette Ato.

Di seguito il documento integrale diffuso da Salvatore Paterniti:

I REGALI DEL COMUNE DI CAPRI LEONE ALL’ATOME1 – DIECI DOMANDE AL SINDACO DI CAPRI LEONE:

Ilsottoscritto avv. Salvatore Paterniti, nato a San Salvatore di Fitalia il 9.3.1955, res. in Capri Leone, Fraz. Rocca, via Martiri di via Fani, sia personalmente che come presidente del comitato “Capri Leone 2.0” osserva, segnala e chiedequanto segue.

Anche quest’anno, puntuale come i primi acquazzoni autunnali, un gran numero di utenti si sono visti recapitare da parte dell’ATO1 – gestione liquidatoria – una o più diffide di pagamento per bollette del servizio di raccolta rifiuti relative ad anni precedenti (tra il 2007 ed il 2012). Naturalmente, in via di principio, l’invio di tali diffide non ha un carattere di illegittimità. Allora qual è il problema? I problemi sono tanti! Le domande che i cittadini si fanno sono tante.Vediamo di analizzarli.Vediamo se l’amministrazione ci da qualche risposta!

Il primo problema è POLITICO: quanto deve durare ancora questa liquidazione dell’ATOI cittadini vogliono sapere fino a quando dobbiamo sopportare e tenere in piedi, questo carrozzone? Un carrozzone che già “da vivo” aveva fatto più danni di uno sciame di cavallette e ora, anche “da morto”, continua a fare danni. Già sono passati quasi otto anni dalla messa in liquidazione ed ancora non si arriva ad una conclusione. Non ne possiamo più! I cittadini vorrebbero anche sapere esattamente quanto ci costa all’anno mantenere questo carrozzone con tutti i suoi organi e dipendenti? I cittadini vogliono sapere esattamente quanti sono esattamente i debiti residui complessivi dell’Ato? Ad otto anni dalla messa in liquidazione questo dato dovrebbe essere stato elaborato con precisione. Questa amministrazione, coordinandosi con gli altri comuni, è capace o non è capace di farsi portatrice di una istanza per fare fissare un termine preciso entro cui mandare tutti a casa e provvedere in altro modo a coprire i debiti, ponendoli a carico dei comuni, come dispone la legge istitutiva degli Ato (V. art. 21, comma 17, lr 19/2005), e facendo in modo che poi sia ogni comune ad occuparsi della riscossione di quanto ancora dovuto dai propri cittadini-utenti morosi? Chiediamo quindi che tutti questi dati siano resi pubblici ufficialmente. Questa amministrazione li sa o non li sa queste informazioni? Questa amministrazione vuole o non vuole informare i suoi cittadini?

Il secondo problema riguarda LA LEGITTIMITÀ dell’azione dell’ATO1. In base a quanto abbiamo potuto constatare, una grande numero di diffide sono infondate e/o illegittime. Inoltre tutti i ricorsi fatti in via di autotutela non ottengono dall’Ato alcuna risposta. Di fronte alle pretese dell’ATO i cittadini non hanno alcuna ragionevole difesa INDIVIDUALE. Infatti, poichè i ricorsi in via di autotutela sono ignorati, tutti dovrebbero poi provvedere a proporre ricorso alla commissione tributaria che comporterebbe un notevole esborso. Quindi l’unica strada giusta e ragionevole sarebbe quella che fosse il comune a prendersi carico di tutelare collettivamente i propri cittadini cercando un contatto con gli uffici dell’Ato al fine di controllare in contraddittorio, la dovutezza una per una delle bollette in base alla documentazione in possesso dell’Ato. Abbiamo saputo che alcuni amministratori, di fronte a queste domande dei cittadini, si giustificano sostenendo che “… purtroppo il comune non può fare nulla”.

Ebbene, questo è falso! Infatti il comune è parte formale e sostanziale del servizio svolto dall’Ato spa. Ogni comune è quindi legittimato a chiedere agli organi dell’Ato conto e ragione di ogni aspetto del servizio, compresa la bollettazione. E’ vero che il servizio di raccolta rifiuti deve essere pagato dagli utenti, però il rapporto originario sorge ed ha, come parte, l’ente comune. In merito a questo aspetto del problema i cittadini vogliono quindi sapere se questa amministrazione vuole tutelare i suoi cittadini o se li vuole lasciare nelle mani di questi tipi?

Il terzo problema riguarda i profili di potenziale DANNO ERARIALE nei rapporti comune/Ato. Ricapitoliamo sinteticamente lo stato dei rapporti dare/avere tra comune di Capri Leone ed Ato. Con la delibera del consiglio comunale n° 2 del 22.02.2013 avente ad oggetto “Approvazione piano di rientro e richiesta risorse finanziarie ai fini dell’estinzione dei debiti relativi alla gestione integrata dei rifiuti”) il comune di Capri Leone (UNICO TRA TUTTI I 27 COMUNI facenti parte dell’Ato1!?), ha provveduto a riconoscere e pagare tutti i debiti che aveva nei confronti dell’Ato ME1 spa, attraverso la richiesta, da parte del comune, di una “anticipazione regionale” di fondi, da restituire alla regione in 10 rate annuali di euro 158.876,63. In particolare, come risulta dalla suddetta delibera, tra i debiti sono stati considerati e sommati anche i “DEBITI DEGLI UTENTI” cioè “l’ammontare complessivo dei crediti da TIA ancora da riscuotere nei confronti degli utenti cittadini di Capri Leone fino al 31.12.2011 pari a euro 1.475.827,33”. Il comune cioè è intervenuto per pagare direttamente all’Ato anche quanto dovuto dagli utenti morosi alla data del 31.12.2011. In seguito a questa operazione quindi, il comune di Capri Leone avrebbe dovuto essere surrogato AUTOMATICAMENTE nei diritti dell’Ato verso gli utenti, cioè nel credito vantato nei confronti degli utenti morosi, che appunto doveva passare in capo del comune di Capri Leone, secondo il combinato disposto degli artt. 1180 (pagamento del terzo) e 1201 (surroga) del cc, perfettamente applicabili al nostro caso. Il comune di Capri Leone però, non si capisce perchè, invece di subentrare nel credito e riscuoterlo direttamente (come poteva) ha preferito accordarsi per far continuare la riscossione allo stesso Ato in liquidazione, il quale quindi si assumeva l’impegno di continuare a riscuotere per conto del comune le somme dovute dagli utenti e successivamente riversarle al comune. In particolare, come si deduce dal testo della delibera (anche se scritta in modo alquanto confuso) il rapporto tra comune ed Ato prevedeva i seguenti impegni:

a) L’ATO doveva definire un programma di intensificazione delle attività di riscossione coattiva, da sottoporre a monitoraggio mensile, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente per le esecuzioni forzate (fermi amministrativi, pignoramenti presso terzi ecc.

b)L’Ato dovev aprodurre al comune una documentazione mensile sullo stato delle riscossioni

c)L’Ato doveva riversare mensilmente al comune quanto incassato dagli utenti.

Concludendo, relativamente a questo aspetto del problema i cittadini chiedono di sapere:

  • per quale motivo il comune, avendo pagato il debito degli utenti, invece di surrogarsi nei diritti dell’Ato e provvedere a riscuotere direttamente quanto dovuto dagli utenti ha deciso di far continuare la riscossione all’Ato, ben sapendo che essendo un ente in liquidazione tutte le sue entrate correvano il rischio di essere assorbite e destinate prioritariamente alla soddisfazione dei creditori?”
  • l’Ato ha rispettato o no tutti gli impegni indicati nella delibera?
  • in particolare: l’Ato ha provveduto o no a RIVERSARE le somme riscossenelle casse del comune? In caso dirisposta negativa alla precedente domanda sorgono spontane e queste ulteriori domande:
  • se l’Ato non riversa al comune le somme incassate, trattenendo lesomme versate dagli utenti,ci rendiamo conto o no che si sta verificandol’assurdo per cui la comunità di Capri Leone sta pagandodue volte il servizio svolto dall’Ato (L’Ato si è preso i soldi sia dall’ente che dagli utenti)?
  • quali provvedimenti ha preso questa amministrazione per tutelare gli interessi del comune?
  • per quale motivo l’amministrazione non provvede a sciogliersi dal vecchio accordo con l’Ato, surrogandosi direttamente nella riscossione verso gli utenti?( facendo poi una rottamazione delle bollette oppure un condono parziale ove, come si prevede, ciò fosse possibile in base al decreto fiscale 2020).

Per tutto quanto detto chiediamoal presidente del consiglio ed atutti i consiglieri comunali di farsi portatori di tutte le richieste sopra specificate e di metterle all’ordine del giorno di una discussione in pubblica assemblea o di una seduta pubblica del consigliocomunale.

Con osservanza. Avv. Salvatore Paterniti

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