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Oculista disperso tutti i dettagli. Trasferito in ambulanza per continuare le cure in una clinica messinese

Sant’Agata Militello – E’ stato ritrovato dopo 5 giorni di digiuno, vivo e cosciente, l’oculista messinese Francesco Faro, disperso sui monti Nebrodi, si è protetto dal freddo con giacigli di foglie.

Disavventura a lieto fine per il settantaquattrenne che da venerdì scorso  ha lasciato l’intera provincia messinese col fiato sospeso ed in apprensione perché si è avventurato nei boschi di Caronia alla ricerca di funghi e da allora non si sono avute più sue notizie.
Ieri mattina finalmente , dopo un grande spiegamento di uomini e mezzi è stato ritrovato dagli uomini del Corpo forestale della Regione, al comando del commissario Salvatore Scaffidi, dagli ispettori Sebastiano Chiella , Biagio Bodanza, Giuseppe Lo Giusto e Benedetto Di Lapi.  L’oculista di origini calabresi, ma da tempo residente a Messina, è stato rintracciato verso le 8.30, in località San Costantino, nel Comune di Caronia, a circa sei chilometri a valle, da dove aveva lasciato l’auto.
L’uomo è stato subito trasferito all’ospedale di Sant’Agata Militello, per tutti i controlli del caso, dove è stato tenuto sotto osservazione, è disidrato, ma le sue condizioni generali, riferiscono i medici, sono  buone. Ieri sera è stato trasferito, intorno alle 20,  in ambulanza a Messina.
Il ritrovamento è avvenuto grazie a una squadra composta da agenti del Corpo forestale, dell’antincendio e da operai dell’Azienda foreste demaniali della Regione. A loro hanno rivolto un plauso per il buon esito dell’operazione il governatore Nello Musumeci e l’assessore al Territorio e ambiente Toto Cordaro, che hanno seguito con apprensione le ricerche scattate subito dopo l’allarme lanciato dallo stesso medico. «Siamo fieri – sottolinea il presidente della Regione – del nostro Corpo forestale, la cui presenza sul territorio è una garanzia assoluta per affrontare ogni tipo di emergenza». «Ancora una volta – aggiunge l’assessore Cordaro – si dimostra l’efficienza di un Corpo, tante volte vituperato, che invece ha tanti uomini validi ed è da questi che bisogna ripartire per il suo rilancio».
L’oculista, sebbene molto provato, ha rassicurato la moglie al telefono, poi è entrato al pronto soccorso per essere visitato. Dopo pochi minuti sono  arrivati i figli Stefano, oculista e Giuseppe, medico chirurgo, che hanno con tutti i soccorritori battuto per giorni i boschi impervi dei Nebrodi. Il padre tiene in mano il bastone su cui si è appoggiato per camminare in questi lunghi giorni, poi consegnato al commissario Scaffidi.
“Contenti ed emozionati dopo aver vissuto un’esperienza che si stava trasformando in un incubo- afferma il figlio Stefano (nella foto di seguito insieme al fratello), visibilmente emozionato, perché pensava che non avrebbe più riabbracciato l’amato papà-  questa situazione ci ha provato, aspettiamo che siano ultimati i controlli su nostro padre per poter tornare alla normalità”.
L’odissea di Francesco Faro si è conclusa ieri mattina aveva perso l’orientamento nella zona di Caronia, in direzione Capizzi,  mentre cercava funghi. Agli uomini che lo hanno rintracciato ha detto di avere dormito all’addiaccio e di essersi mosso verso il luogo dove aveva lasciato l’auto, lungo la strada provinciale 168, prima di inoltrarsi nei boschi. Dopo aver perso l’orientamento col cellulare ha allertato il 112. Avrebbe trascorso le notti in giacigli  da lui stesso allestiti con frasche e fogliame. Nonostante fosse diabetico, essere rimasto a digiuno , l’ha salvato, tenendolo al riparo da problemi di salute, visto che aveva lasciato l’insulina in macchina, ha bevuto acqua da pozzanghere, per questo è molto disidratato, non ha mai mangiato.
E’ sopravvissuto nel bosco , a basse temperature, grazie alla sua tempra forte ed alla sua forza di vivere, un vero miracolo, ha trascorso 5 giorni in condizioni estreme. “Ho avuto incarico di esternare il sentito ringraziamento per l’eccezionale impegno profuso da tutti coloro che sono intervenuti in questi lunghi giorni di ricerche affannose e difficoltose del loro familiare, che fortunatamente si sono risolte in maniera positiva, nonostante il trascorrere del tempo e le difficoltà dovute alla conformazione dei luoghi”, dice l’avvocato Nicola Giacobbe a nome della famiglia di Francesco Faro. “Rivolgo – aggiunge – quindi un sentito grazie al prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi e al vice prefetto Natalia Ruggeri e a tutti coloro, tra corpi professionali, volontari e amici, che noncuranti della fatica si sono impegnati giorno e notte nelle ricerche”.
Alle ricerche hanno inoltre partecipato, i guardia parco, i carabinieri di Caronia e della Compagnia di Santo Stefano di Camastra, il dipartimento di Protezione Civile di Messina, coordinato dall’architetto Maurizio Venuto,  i volontari del gruppo Nois 893  di Sant’Agata Militello, i Vigili del Fuoco con il supporto di droni e di un elicottero, le unità cinofile dei caschi rossi di Caltanissetta, molti cittadini, esperti conoscitori del bosco.
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