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Coppa Italia. Acquedolci passa ai rigori a Sinagra

Sinagra – Tra Sinagra-Acquedolci la vittoria è andata ad entrambe. Sembra strano e paradossale dirlo, perché è sempre una delle due a uscire vittoriosa al termine dei 90 minuti di gioco. Ieri invece al “Barrone Salleo” l’impressione è che entrambe possano esultare e gioire al triplice fischio del direttore di gara.

Se in casa neroverde c’è da festeggiare l’approdo agli ottavi di finale della Coppa Italia dopo la lotteria dei calci dei rigori, dall’altra c’è solo da fare gli applausi ai ragazzi di Antonio Sardo Infirri, perché hanno dimostrato con la voglia e lo spirito di sacrificio, di tenere testa ad una corazzata che nel campionato di Promozione ha avuto un inizio di stagione con i fiochi, grazie alle cinque vittorie in altrettante partite che è valso ( fino a questo momento), il primato solitario in classifica.

Da Inferrera fino ad arrivare a Bucale, passando per Liuzzo, Gaudio, Amante e il resto della compagnia, tanta era voglia della squadra giallorossa di regalare una qualificazione insperata alla vigilia (visto il gap tecnico con l’Acquedolci) a tutto l’ambiente sinagrese. Sogno che stava per diventare realtà quando dopo il secondo penalty acquedolcese fallito da Mirko Maro, Fogliani ha avuto la possibilità di scrivere ( già a metà ottobre) un pezzo di storia sulla stagione del Sinagra. Peccato però che il tiro dal dischetto si sia stato stampato sul palo e abbia rimesso in partita l’Acquedolci nella serie ad oltranza. La rete decisiva  dagli ultimi 11 metri realizzata da Matteo Collura, è stata decisiva per il passaggio del turno, perché poi ci ha pensato Folignani a calciare malamente e a mandare in paradiso l’Acquedolci e in depressione il Sinagra. Prima dei calci di rigore che hanno deciso la sfida e la qualificazione, c’è però da raccontare di una gara dai due volti. Un primo tempo nel quale la formazione di Pippo Perdicucci crea tre limpide palle-goal con Nini Carello e Alessandro. L’ex Rocca in entrambe le circostanze, trovava in Inferrera il portiere adatto nel negargli la gioia della rete. Nella prima situazione splendida è stata la palla che Rosario Iuculano gli ha messo sul piede in un classico movimento tra le linee (tra le corde del 10 neroverde). Non altrettanto splendido non è stato però l’esito finale perché la conclusione al volo di Nini chiamava alla prodezza l’ex portiere dell’Orlandina. Sempre da Carrello partiva anche l’iniziativa personale che si concludeva con un tiro velenoso che trovava in Inferrera il calciatore adatto a negargli ancora una volta la gioia del gol. Nel bel mezzo grida ancora vendetta la chance colossale di Alessandro che sul traversone dalla destra di Crasci, non riusciva a piazzare il pallone alle spalle del portiere sinagrese. E il Sinagra? Solo una conclusione di Amante a metà ripresa (che terminava alta), dopodichè ha (probabilmente) pensato di portare la sfida ai calci di rigore.

La sensazione è che le  tante assenze che Antonio Sardo Infirri ha dovuto far fronte si siano fatte sentire. In più l’organico numericamente ridotto a sua disposizione e non in grado di reggere le due competizioni, hanno reso sempre più ardua la possibilità di regalare un sogno a tutto il paese di Sinagra. Di contro mister Perdicucci ha dovuto far fronte all’assenza di Tindaro Calabrese, ossia quel cecchino infallibile che ha reso formidabile, in questo inizio di stagione, il reparto d’attacco acquedolcese. L’ex Terme Vigliatore dovrà rivestire un’importanza fondamentale nel prossimo turno di Coppa Italia, quando il tecnico orlandino dovrà fare a meno di Rosario Iuculano. L’esterno offensivo orlandino ( espulso per doppia ammonizione per proteste), salterà sicuramente la gara d’andata degli ottavi. Un peccato veniale questo soprattutto se si vuole coltivare la possibilità  di centrare il double ( Campionato-Coppa Italia) a fine aprile. Per il Sinagra invece il sogno si è spezzato ai 11 metri dal realizzarsi. Al tempo stesso nonostante sia arrivata l’eliminazione, la buona prestazione con la capolista del torneo di Promozione può dare fiducia, autostima, consapevolezza per raggiungere senza patemi d’animo la permanenza nel secondo torneo dilettantistico per il settimo anno consecutivo.

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