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Un anno di raccolta differenziata a porta a porta: percentuali e criticità da superare

Patti – È già trascorso un anno da quando l’amministrazione comunale ha lanciato il servizio di raccolta differenziata porta a porta.

La raccolta differenziata porta a porta compie un anno. Era l’ottobre del 2018 quando l’amministrazione comunale lanciò, insieme all’Ati Pizzo-Onofaro, il nuovo servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, presentato alla cittadinanza attraverso incontri pubblici in ciascuna delle macroaree di raccolta. Oggi, a distanza di dodici mesi, è tempo di tracciare un primo bilancio. Dal 1° ottobre 2018 al 30 settembre 2019 la percentuale di raccolta differenziata effettuata sul territorio comunale si è attestata sul 56,92%, con picchi del 69,01% a gennaio e del 68,12% a maggio, ma con cali quasi vertiginosi durante il periodo estivo, in cui la percentuale di differenziata ha subito notevoli flessioni: 55,49% a luglio e 43,19% ad agosto, per poi risalire al 58,63% a settembre. La flessione registrata tra luglio e agosto sarebbe imputabile principalmente alla massiccia presenza di utenze estive non registrate negli elenchi Tari.

Ciononostante i dati complessivi registrati in questo primo anno di raccolta differenziata appaiono più che incoraggianti e «il merito – afferma il sindaco Mauro Aquino – va riconosciuto alla ditta che gestisce il servizio, agli uffici comunali che hanno svolto con solerzia il loro lavoro e, soprattutto, alla stragrande maggioranza dei cittadini che ha accolto con attenzione ed entusiasmo questa novità, differenziando i rifiuti con diligenza». Insomma, il servizio funziona e i presupposti per raggiungere e mantenere stabilmente la soglia del 65% sembrano esserci tutti.

Ma, inutile negarlo, alcune criticità permangono ed è su queste che l’amministrazione comunale sarà chiamata a fornire risposte sul breve periodo. Su tutte, l’esigenza di incentivare ulteriormente l’auto-compostaggio per abbattere le quantità di umido che attualmente il Comune conferisce in un impianto della provincia di Catania. Il ricorso al solo compostaggio di prossimità, che l’ente vorrebbe adottare attraverso la partecipazione a un bando regionale per l’installazione di tre impianti a Mortizzi, Rasola e Caforchio, pare, infatti, non sia sufficiente a smaltire percentuali significative di frazione organica.

La seconda sfida consiste nel disincentivare i cittadini all’utilizzo di sacchi neri, prescrizione peraltro già specificata nel regolamento. L’obiettivo è di consentire agli operatori di individuare immediatamente il contenuto del mastello per poter segnalare eventuali anomalie: «Lo stiamo annunciando con ampio anticipo, non verranno più ritirati rifiuti – sottolinea il sindaco – che non siano conferiti direttamente nel mastello o in sacchetti trasparenti e quindi ispezionabili. Il regolamento prevede sanzioni che non scatteranno nell’immediato, ma prima o poi saremo costretti a regolarci di conseguenza». Infine, si farà sempre più serrata la lotta all’abbandono indiscriminato di rifiuti, anche con l’ausilio delle foto trappole: «Intensificheremo il controllo sul territorio per debellare – annuncia il primo cittadino – un fenomeno che non è di particolare rilevanza, ma che abbiamo registrato e continuiamo a registrare su diverse porzioni del territorio comunale».

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