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Corrispondenza sparita alle Poste di Messina, in sei a giudizio il prossimo 19 ottobre 2020

Messina – Dovranno comparire davanti al gup Eugenio Fiorentino della prima sezione penale del Tribunale di Messina il 19 ottobre 2020, Afio Chiarenza, Angela Cingari, Marco Ciraolo, Domenico Giacoppo, Carmela Perrone e Giuseppe Scarcella, con l’accusa a vario titolo di interruzione di pubblico servizio.

In particolare il pm Antonio Carchietti, contesta “il mancato recapito dei plichi postali ai destinatari con la giustificazione, mediante la compilazione del modello 24 B, cioè l’adesivo applicato sui plichi che riporta le possibili cause del mancato recapito, che non fossero rintracciabili”.

Sarebbe stata fatta figurare come posta non recapitabile, corrispondenza che, secondo la procura, poteva essere consegnata ai destinatari indicati nella busta. La procura peloritana ha ipotizzato anche la tentata truffa in relazione al tentativo di conseguimento dei premi di produzione “in virtù del solo apparente ‘smaltimento’ della corrispondenza”. L’indagine della squadra mobile avviata nel 2016, è andata avanti per oltre un anno con sequestri di corrispondenza in parte destinata al macero ed in parte da restituire al mittente. L’inchiesta alla fine di maggio ha portato alla sospensione dalle funzioni, per quattro mesi, di tre funzionari ed un portalettere.

Dalle risultanze investigative sarebbe emerso, che in un episodio sarebbe stata smaltita al macero cica 100 kg di corrispondenza non recapitata ai legittimi destinatari. Si legge tra l’altro negli atti d’inchiesta : “ Che l’8 marzo 2017, la direttrice Angela Cingari chiama il caposquadra Giuseppe Scarcella. Gli riferisce che l’indomani avrebbero ricevuto la visita dei vertici aziendali: «Macero! Tutto!», afferma la donna, che poi invita l’interlocutore a pulire gli ambienti: «Chiudiamo inesitati da verificare»”.

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