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Il 19 ottobre a processo gli impiegati postali per tentata truffa

Messina – Processo il 19 ottobre del prossimo anno per i sei impiegati del centro smistamento postale di via Olimpia per i quali il Gup Eugenio Fiorentino ha deciso il rinvio a giudizio.

Si presenteranno davanti al magistrato Giuseppe Scarcella e Alfio Chiarenza entrambi capisquadra, Domenico Giacoppo, e due addetti alla consegna della corrispondenza Marco Ciraolo e Carmela Perrone. Rinviato a giudizio anche Angela Cingari che era direttrice del centro di via Olimpia. Ai sei imputati viene contestato il mancato recapito dei plichi postali con la giustificazione che i destinatari non erano rintracciabile.

Come scoperto dall’indagine condotta dalla squadra mobile, sui plichi postali veniva applicato un adesivo dopo aver compilato il modello 24 B, un modulo che viene utilizzato quando non è possibile recapitare la posta. Ma come scoperto dai poliziotti si trattava di corrispondenza che poteva essere consegnata ai destinatari indicati sulla busta, come verificato dagli stessi agenti della squadra mobile che hanno fatto dai postini verificando che la posta conteneva le esatte indicazioni. Interruzione di pubblico servizio, tentata truffa per il tentato conseguimento dei premi di produzione in virtù del solo apparente smaltimento della corrispondenza i reati ipotizzati a vario titolo.

Nell’atto di chiusura delle indagini preliminari viene contestata anche un’ipotesi di calunnia in concorso a carico di tre imputati, si tratta di Cingari, Scarcella e Ciraolo. Secondo l’accusa i tre avrebbero simulato contro l’impiegato di poste italiane Massimo Micari (che denunció alcune situazioni anomale le forze dell’ordine, ndr) le tracce del reato di furto aggravato, collocando sette plichi postali in bauletti di diversi automezzi aziendali parcheggiati presso il centro di distribuzione di via Olimpia, fotografando questa corrispondenza e segnalando con una nota interna trasmessa ad un dirigente delle poste il fatto che il Micari fosse stato notato da una terza persona mentre armeggiava nei pressi dei motomezzi. Micari insieme a Poste italiane risulta quale parte offesa nel processo.

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