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Falsi incidenti per truffare le assicurazioni, 23 condanne in appello per l’operazione Tris

Messina – Reggono per due terzi le condanne dell’operazione “Tris”l’indagine dei Carabinieri su un vasto giro di truffe ai danni delle compagnie assicurative, messe a segno a Messina e provincia, che vedevano al centro il falso perito Gaetano Molino. Sono 23 le condanne in Corte d’Appello per gli imputati nell’operazione di carabinieri e polizia municipale denominata “Tris”.

L’inchiesta è partita nel 2011 e ha permesso di sgominare una banda che organizzava falsi incidenti stradali con lo scopo di truffare le assicurazioni. Le indagini, iniziate da un episodio accaduto nel 2010, hanno fatto luce su ben quaranta sinistri simulati. Un risultato raggiunto grazie all’attento lavoro della sezione Infortunistica della polizia municipale insieme ai militari dell’arma.

I giudici messinesi hanno confermato la condanna in primo grado per 15 persone. Si tratta di: Stefano Ingegnere, Antonio Pesco, Saghir Mouhoub, Said Mouhoub, Tindaro Nicola Basile, Giovanni Ferrara, Antonino Cucinotta, Sebastiano Visalli, Vittorio Contiguglia, Giacomo Lo Surdo, Lorenzo Donato, Angelo Scopelliti, Pasquale Di Stefano, Arcangelo Settimo e Salvatore Russo. Mentre sono state decretate lievi riduzioni di pena, per la prescrizione solo di alcuni capi d’imputazione, per Gaetano Molino, pena finale 7 anni e 9 mesi di reclusione; Antonina Lui, 4 anni e 5 mesi; Carmelo Muscolino, 3 anni e 2 mesi; Adriano D’Angelo, 3 anni e 9 mesi; Mauro D’Angelo, 3 anni e 9 mesi; Maria Concetta Totaro, 2 anni e 10 mesi; Elisa Di Lauro, 2 anni e 11 mesi; Giovanni Muscolino, 2 anni e 7 mesi.

Risultano invece prescritti i reati per Umberto Di Blasi, Francesco Bonazinga, Ahmed Mouhoub, Giuseppa D’Angelo, Nicola Girasella, Carmela Alaimo, Antonino Celona e Giuseppe Gangemi.

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