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Sp 120 Scarpiglia – Madoro, la strada della vergogna!

Patti – Tra buche, avvallamenti e vegetazione selvaggia, la Sp 120 è al limite dell’impraticabilità e i residenti lamentano superficialità e scarso interesse delle istituzioni.

Buche, avvallamenti e vegetazione selvaggia a invadere la carreggiata: la provinciale 120 che attraversa le contrade di Madoro e Scarpiglia è ormai stata ribattezzata dai residenti “la strada della vergogna” a causa delle indecenti condizioni del manto bituminoso e della mancata scerbatura delle erbe infestanti che hanno ridotto al minimo le condizioni di visibilità degli automobilisti in transito.

«Dopo il devastante rogo del giugno 2017, le istituzioni – affermano alcuni residenti – non si sono mai più fatte vive. Da circa due anni siamo abbandonati a noi stessi e viaggiare da e per Scarpiglia e Madoro è divenuto uno sport estremo. Ad ogni metro si rischia un incidente». Affermare che l’arteria provinciale, di competenza della Città metropolitana di Messina, sia ridotta in condizioni pietose suona addirittura come un eufemismo: da queste parti, infatti, mettersi al volante è operazione a dir poco rischiosa, specie dopo le abbondanti piogge delle scorse settimane, che hanno reso la strada quasi del tutto impraticabile e costretto i residenti a compiere delle vere gimcane per salvaguardare le proprie autovetture o a percorrere strade alternative con grande dispendio di tempo e carburante.

Insomma, chi vive da questa parti prima di mettersi alla guida è ormai abituato a fare i dovuti scongiuri a causa delle voragini che si aprono lungo la carreggiata, resa di fatto un vero e proprio percorso ad ostacoli. Di contro, l’unica strada alternativa esistente è quella, molto più lunga, che passa dalla frazione Moreri. Tra andata e ritorno si tratta di ben quarantaquattro chilometri: un’enormità. Più volte i residenti si sono lamentati anche del fatto che la Sp 120 attraversi il letto del Timeto divenendo impraticabile durante la stagione delle piogge a causa dell’ingrossamento del torrente.

La soluzione consisterebbe nel creare una bretella di collegamento con la costruenda Patti-San Piero Patti, ma della questione sembra non importi a nessuno. Eppure il secondo lotto della superstrada passa proprio a pochissimi chilometri da qui. «È assurdo – lamentano i residenti – che nonostante la sua realizzazione sia giustificata dall’esigenza di agevolare i collegamenti tra la fascia litoranea e l’interno, non sia stato predisposto alcun collegamento con le nostre contrade». Bretella a parte, sarebbe comunque sufficiente predisporre periodicamente i dovuti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’arteria, eliminando una volta per tutte i disagi a cui giornalmente sono sottoposte le oltre cinquanta famiglie che vivono nelle frazioni più interne del territorio pattese.

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