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La Macchina dei Sogni fa tappa a Tindari con due spettacoli imperdibili

Patti – Il teatro greco farà da scenario ai saggi finali de La Macchina dei Sogni, diretti dal regista Stefano Molica e inseriti nel cartellone del 63esimo Tindari Festival.

Giovedì 12 settembre al teatro greco di Tindari andranno in scena “Novecento” (16,30) e “Piantando chiodi sul pavimento con la fronte” (19,00), due saggi diretti dal regista pattese Stefano Molica. Inseriti nella sezione “for Kids and Youth” del 63esimo Tindari Festival, entrambi gli spettacoli rappresentano la conclusione del percorso intrapreso dagli allievi de “La Macchina dei Sogni”, più precisamente del corso Ragazzi Avanzato e del Corso Adulti.

“Novecento” e “Piantando chiodi sul pavimento con la fronte” presenteranno al pubblico due mondi completamente diversi tra loro: la semplicità, l’eleganze e la forza dei sogni da una parte; la complessità, la follia e il sovvertimento delle regole dall’altra. «È stato un anno intenso, pieno di sorprese e di difficoltà – afferma il regista Stefano Molica – ma la forza dei ragazzi e il sostegno delle loro famiglie ci permettono, ancora una volta, di andare in scena. Il lavoro di squadra, come sempre, è quello che ci spinge ad andare avanti. Ringraziamo il sindaco Mauro Aquino e il direttore artistico del Tindari Festival, Anna Ricciardi, che ci hanno ospitato nel cartellone ufficiale della prestigiosa kermesse e speriamo che l’anno prossimo il teatro greco possa essere disponibile molto prima rispetto a quanto avvenuto negli ultimi due anni».

L’associazione Nuovi Teatri, attiva dal 2004, ormai da diversi anni regala ai suoi allievi più esperti la possibilità di esibirsi a Tindari, in uno dei teatri più belli della Sicilia. La rassegna dei saggi finali è stata inaugurata il 29 maggio al teatro comunale Beniamino Joppolo con gli allievi più piccoli, che hanno portato in scena “Il fantasma di Canterville” di Oscar Wilde e “150 la gallina canta” di Achille Campanile. Il 5 giugno gli allievi del Corso Ragazzi hanno invece debuttato con “Il borghese gentiluomo di Moliere e Ortensia ha detto: «Me ne frego!»” di Georges Feydeau, mentre il 25 giugno è toccato agli allievi di Capo d’Orlando.

(Foto d’archivio)

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