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Padre Pippo Giordano, la Missione in Guinea Bissau e il container di aiuti umanitari

Patti – È partito da Patti, martedì 3 settembre il container di aiuti umanitari destinati alla missione in Guinea Bissau. Padre Pippo Giordano dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI) è stato missionario in Senegal per 31 anni e si trova in Guinea Bissau dal 2013, dove è parroco a Farim la capitale.

La Guinea Bissau è uno dei paesi più poveri del mondo e proprio qui, il missionario ha scelto di farsi inviare dai suoi superiori e dice – “è stata dura! Mentalità diverse, da 7 anni cerco di aiutare la gente, prima in una missione nella foresta, adesso nella capitale dove mi occupo della missione di tutta la chiesa, sono il rappresentante del papa anche per gli aiuti alle missioni e cerco di formare i giovani che vogliono diventare missionari dando loro una primissima formazione per capire se c’è una vocazione – non solo un’opera di evangelizzazione quella di padre Pippo ma anche di formazione cristiana difatti trattasi di – una missione di periferia, fatta di povertà estrema;nella parrocchia  lavoriamo in 5 e sono presenti 3600 catechizzanti, ci occupiamo di masse e cerchiamo di farlo al meglio“.

Dall’84 padre Giordano ha fatto in modo di allestire un container perché ci dice – è importante aiutare la gente concretamente e quest’anno la diocesi di Patti e quella di Messina hanno effettuato la raccolta, durata più di due mesi, e l’allestimento del carico; tanti i beni pervenuti nella sede usata come deposito e grande la solidarietà dei tanti volontari che hanno cooperato all’impeccabile organizzazione -.

Da oltre un trentennio Padre Pippo è al servizio delle popolazioni africane, secondo il motto scelto dal fondatore degli Oblati, San Eugenio De Mazenod, “Evangelizare pauperi” e racconta che – la causa principale della povertà in questi paesi è la situazione politica che è molto precaria; il compito principale è quello di formare le coscienze della gente per cambiare questa situazione, perché un aiuto sporadico non fa un granché e in secondo luogo ultimare le opere già iniziate quali i pozzi, le scuole , i dispensari per la salute, tutte cose che per lo Stato non esistono -.

Il missionario nei prossimi giorni accompagnerà il container fino a Nocera, dove ne verrà allestito un altro e partirà subito dopo per la Guinea Bissau.

Ai nostri giovani rivolge un invito – tornare a Gesù Cristo, tornare alla generosità, lasciare tutti questi agi, questo anelare che rammollisce. Aiutando, dando gioia a qualcuno la riceviamo noi al centuplo. Questo è il Vangelo ed è anche la mia esperienza -.

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