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Messina ricorda l’eroe Tullio Covre

Messina – La storia di Tullio Covre è una di quelle che vanno raccontate perché sono testimonianza di eroi positivi. Uomini di altri tempi che non hanno esitato a sacrificare la propria esistenza per salvare quella degli altri. Ecco perché oggi Messina ha voluto ricordare il gesto del pilota Tullio Covre, caduto in mare davanti la spiaggia di Maregrosso il 2 luglio del 1961.

Il Presidente del Centro Studi le Tre Torri di Messina Vincenzo Randazzo, organizzatore dell’evento, si è rivolto alla cittadinanza per cercare delle testimonianze e ricordare al meglio il tragico incidente, che ha visto l’ammarraggio e poi l’inabissamento del piccolo aereo  da turismo pilotato da Tullio Covre.

Stamattina alle 10 nella panoramica balconata a mare di Maregrosso “Ricrio a Mare”  e sulla spiaggetta del Bastione don Blasco si è svolto un momento di raccoglimento dedicato al pilota padovano che ha visto la partecipazione di monsignor Vincenzo Castiglione. Commossi i figli Mariano, Damiana, Marta, Emanuela e Chiara, per l’occasione arrivati in riva allo stretto e grati per il tributo offerto da Messina al padre.

«Siamo commossi ed emozionati per quest’opportunità – ha spiegato Mariano Covre – tornare qui dove nostro padre ha sacrificato la sua vita è stata una forte emozione per noi. Era una persona sempre allegra e gioviale. Lo ricordiamo nella quotidianità quando ci riunivamo tutti attorno al tavolo per mangiare. Era il nostro papà, e saper che è stata ricostruita la sua storia e la sua carriera militare per quest’occasione ci rende orgogliosi».

Nel pomeriggio nel Salone degli Specchi sempre insieme ai familiari, si è parlato di Covre attraverso la brochure scritta da Giuseppe Tortorici che ha ricostruito la figura del pilota nel volume “Asso della Regia Aereonautica Militare Italiana”. «Mi sono documentato e sono riuscito a scrivere queste 40 pagine – spiega – mi auguro anche grazie all’aiuto dei figli e alle testimonianze di chi quel giorno c’era di scrivere un libro che ricordi il suo sacrificio».

Come spiegato dallo storico Franz Riccobono, Covre quel giorno doveva atterrare con il suo aereo e cercò di fare dei segnali ai bagnanti. Ma la gente in spiaggia pensò che li stesse salutando. A quel punto decise di tentare un ammaraggio, ma gli fu fatale.

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