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Istituto Canonico “Calderonio”, la CGIL scrive alla Regione

Santa Lucia del Mela – Una lettera all’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali, Antonio Scavone, per raccontare la situazione dell’IPAB “Istituto Canonico Luigi Calderonio”. A scriverla la CGIL a firma di Stefano Maio che racconta di “Problematiche che – si legge nella nota – appartengono ad un lontano passato e si stanno sempre più aggravando tra l’indifferenza totale della Politica Regionale e Comunale”.

La preoccupazione di Stefano Maio nasce dalla consapevolezza del “totale disinteresse di chi a parole continua a considerare il settore di grande rilevanza sotto il profilo sociale, non solo per quello che ha rappresentato nel passato, ma anche per quello che può rappresentare nel futuro. Solo parole, tant’è che si continua a fare finta che i problemi delle IPAB non esistono. Eppure, le situazioni sono notevolmente peggiorate, basti pensare che ci sono 5 dipendenti a tempo indeterminato dell’IPAB che vantano quasi 40 mensilità arretrate, per non parlare dei lavoratori a tempo determinato che pure loro vantano stipendi”.

“Questa situazione – prosegue Maio – è stata più volte denunciata, anche con manifestazioni di protesta purtroppo rimaste inascoltate dalla Politica. Sono anni che si rivendica una legge di riforma che miri a risanare per rilanciare la funzione sociale che questi enti svolgono. La situazione è insostenibile sia sul piano della dignità personale che professionale. Non è più sopportabile che ci siano lavoratori che non percepiscono stipendi da anni e che in questo scenario non intravedano nessuna soluzione della grave situazione economica, nella quale sono ridotte le IPAB a causa anche dell’esiguità delle risorse che la Regione mette a disposizione. Resta il fatto che nonostante il grave e profondo disagio i lavoratori continuano a garantire con grande impegno, serietà e professionalità , la regolare attività delle IPAB. A questo punto, è necessario che la politica decida cosa vuol fare delle IPAB, se vanno mantenute in questo stato o se non è il caso di attuare un processo di fusione e di trasformazione delle stesse, con una legge di riordino che possa far nascere le Aziende Pubbliche di Servizi alle persone (ASP), presenti da anni in altre regioni sicuramente molto più attente nel garantire una migliore gestione e qualificazione dei servizi sociali e socio-sanitari. Sono i problemi che riguardano un numero considerevole di lavoratori in Sicilia, circa 2.500 di cui 1.800 a tempo indeterminato che assistono oltre 6.000 fra anziani e disabili, che sono in attesa di vedere quali iniziative intende assumere per realizzare una legge di riforma del settore che miri ad assicurare la riqualificazione dei servizi offerti e per ridare serenità agli operatori e agli assistiti delle IPAB Siciliane”.

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