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Carcere Madia, ancora alta tensione. Un’aggressione e due principi d’incendio

Barcellona – Aggressione a un agente penitenziario, due principi d’incendio e una protesta con il rifiuto del vitto.

E’ quanto accaduto negli ultimi giorni al carcere Madia ed evidenziato dal sindacato C.o.s.p. L’intervento tempestivo degli agenti ha evitato il peggio. Un detenuto ha dapprima distrutto uno sgabello per poi lanciare i resti contro un agente in servizio, intervenuto per calmarlo. Il poliziotto penitenziario è stato trasportato all’Ospedale Cutroni Zodda, dove i medici gli hanno refertato una prognosi di sette giorni. Il giorno successivo, ieri, lo stesso detenuto, per richiamare l’attenzione in merito alla sua richiesta di essere trasferito in altra struttura, ha dato fuoco al materasso della sua cella.

Ma non è tutto. Sempre nella mattinata di giovedì, un detenuto dell’ottavo reparto (articolazione psichiatrica) ha tagliato a pezzi un materasso e ammucchiato i suoi indumenti, appiccando successivamente il fuoco. Chiedeva anche lui di essere trasferito altrove. Secondo quanto dichiarato alla stampa dal C.o.s.p., all’ora di pranzo quasi tutti i reclusi hanno rifiutato il vitto giornaliero fornito dall’Amministrazione Penitenziaria. Una situazione che per il sindacato resta di alta tensione, specialmente dopo l’evasione avvenuta sabato sera durante la quale uno degli evasi avrebbe forzato le sbarre addirittura a mani nude. Secondo il sindacato, gli agenti di polizia penitenziaria sono ormai allo stremo e non saranno certamente gli undici nuovi arrivi di agenti previsti a migliorare la struttura carceraria.

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