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Rapinarono e pestarono a sangue un commerciante di pesce di Milazzo, condannati tre palermitani

Santo Stefano di Camastra – La vittima, 41 anni, subì gravi lesioni e lo sfregio permanente del viso, fu percosso con una chiave inglese ed un bastone, gli furono sottratti due mila euro in contanti, il cellulare ed il furgone, mentre si trovava, il 29 giugno 2018,  in prossimità dello svincolo autostradale di Santo Stefano di Camastra, proveniente dal mercato ittico di Porticello.

Furono i carabinieri della Compagnia di Mistretta, in collaborazione con i colleghi di Bagheria, a chiudere il cerchio sulla rapina violenta perpetrata ai danni del commerciante ed eseguirono , lo scorso 8 febbraio,  un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, su richiesta del pm , Alessandro Lia, nei confronti di Filippo Fazio, 46 anni di Bagheria, Francesco Asciutto, 33 anni di Bagheria, e Salvatore Calafiore, 40 anni di Aspra, tutti ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di “rapina aggravata, lesioni personali gravissime, aggravate dall’uso di corpi contundenti e porto di strumenti atti ad offendere”.
Il giudice pattese, Andrea La Spada, riconosciuta la contestata recidiva nei confronti di  Asciutto e Fazio, esclusa nei confronti di Calafiore, ha condannato i tre alle rispettive pene finali: Francesco Asciutto a 6 anni di reclusione ed 1.800 euro di multa, Salvatore Calafiore a 4 anni e 6 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa e Filippo Fazio a 6 anni e 8 mesi di reclusione ed a 3.333 euro di multa, oltre il pagamento delle spese processuali. Dalle risultanze investigative emerse come la vittima conoscesse i suoi aggressori e che si sarebbe trattata di una vera e propria spedizione punitiva per il mancato pagamento di un tonno rosso che avrebbe dovuto essere consegnato al commerciante.
La vittima raccontò che alcuni mesi prima avrebbe dovuto ricevere a domicilio un tonno del valore di circa 900 euro. In prossimità del casello di Milazzo, però, la Finanza sequestrò il furgone ed il pesce, multando il trasportatore per 8 mila euro. Il pesce quindi finì al macero, ma, ciò nonostante, il trasportatore richiese all’acquirente, il commerciante  milazzese, il pagamento della merce e la somma corrispondente al verbale elevato dalla Guardia di Finanza. L’acquirente accetta di pagare il tonno, mai consegnatogli, ma si rifiuta di rimborsare l’importo del verbale, di 8 mila euro. Con la scusa della consegna di un nuovo ordine, la notte tra il 28 e il 29 giugno, il fornitore di Bagheria, con l’aiuto di altri due soggetti, programmò e mise  in atto la spedizione punitiva con connessa rapina a scopo risarcitorio che si concluderà con il quarantunenne di Milazzo, riverso sanguinante sull’asfalto della rotonda nei pressi dello svincolo di Santo Stefano.
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S. Stefano C.