98zero
Corte Schippi Ristorante provincia di messina

Condannato a 2 anni e 2 mesi l’ex marinaio falso invalido per 10 anni

Messina – E’ stato condannato dal Tribunale di Messina a due anni e due mesi l’ex marinaio denunciato nel 2016 perché invalido per 10 anni senza averne i requisiti.

L’ha disposto il giudice monocratico, Rita Sergi, al termine del giudizio di primo grado, nei confronti di Francesco Oddamo, 66 anni, calabrese, ma residente nella città dello Stretto, che avrebbe ottenuto la pensione di inabilità, attraverso una truffa. E’ stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ed alla confisca delle somme sequestrate ( 7 mila euro).
Il pm aveva chiesto la condanna a 4 anni di reclusione. Il gip Tiziana Leanza, nel giugno 2016, gli aveva notificato un decreto di sequestro preventivo di circa 127 mila euro, cioè quanto avrebbe incassato negli ultimi 5 anni, perché inabile al 100%. Oddamo, difeso dall’avvocato Nino Cacia, secondo la procura peloritana, non sarebbe stato inabile ed avrebbe ottenuto la pensione di invalidità attraverso una truffa. Il sostituto procuratore Stefania La Rosa, titolare dell’indagine, lo aveva denunciato per truffa in pubbliche erogazioni, frode, falso e falsa perizia.
L’ex marinaio, fu per alcuni mesi sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, che attraverso pedinamenti, documentati da filmati, scoprirono che l’uomo svolgesse una vita normale, compiendo atti ritenuti incompatibili con la sua presunta invalidità totale. Dalle risultanze investigative emerse infatti che “l’indagato guidasse un’autovettura, usasse con padronanza e frequenza un telefono cellulare, deambulasse regolarmente senza alcun tipo di assistenza o di appoggio, si orientasse nello spazio senza difficoltà”. Secondo la procura “ avrebbe indotto in errore le commissioni mediche, procurando a sé un ingiusto profitto consistente nella ricezione della pensione mensile di inabilità dall’Inps”.
L’avvocato Nino Cacia, propose ricorso al Tribunale del Riesame ed il 20 giugno 2016, ottenne l’annullamento del decreto di sequestro preventivo emesso dal gip Leanza su richiesta del pm La Rosa, ridimensionando il valore del sequestro preventivo (127mila euro) e la riqualificazione  del capo a), nella semplice ipotesi di truffa. “Non appena saranno depositate le motivazioni – ha dichiarato Cacia- verrà proposto appello anche perché, a tacer d’altro, è inaccettabile privilegiare impressioni o valutazioni di operanti rispetto a competenze professionali di sanitari appartenenti a strutture pubbliche”.
Continua a leggere altre notizie su
Messina