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Dati eclatanti quelli emersi nel convegno di Legambiente sulla gestione dei rifiuti a Capo d’Orlando

Capo d’Orlando – Dati eclatanti quelli illustratati ieri sera nel corso del convegno di Legambiente sulla gestione dei rifiuti e sulle te tariffe pagate dagli utenti orlandini, specie se confrontate col vicino comune di Torrenova dove l’introduzione della tariffa puntuale sta comportando notevoli benefici per gli utenti.

In particolare, è stato evidenziato che il Comune di Capo d’Orlando paga più di 2.000 euro per ogni viaggio verso la discarica di Catania dove vengono smalti i rifiuti indifferenziati, mentre in molti dei comuni vicini il costo a viaggio è di circa 500 euro.

Con dovizia di riferimenti normativi e contrattuali, Legambiente ha spiegato che è possibile ridurre i costi a carico dei cittadini aumentando la quota di raccolta differenziata e, soprattutto, facendo pagare la spesa a chi la produce.

Di diverso avviso il Sindaco, Franco Ingrillì, secondo il quale sarebbe impossibile applicare la tariffa puntuale a Capo d’Orlando e/o modificare le moda.

“Il Sindaco di Capo d’Orlando – afferma Legambiente Nebrodi in un comunicato – si è pronunciato per il mantenimento dello status quo, pur condividendo i rilievi che abbiamo mosso sulla gestione dei servizio e sui costi eccessivi.
Ci sembra una posizione poco comprensibile dal momento che i numeri dimostrano l’insostenibilità finanziaria della gestione e che esistono margini per verificare e rivedere il contratto di appalto con il gestore. Inspiegabile è poi la sua chiusura rispetto alla possibilità di introdurre anche a Capo d’Orlando la tariffa puntuale sull’indifferenziato, che renderebbe virtuoso il sistema facendo pagare i costi di trasporto e di smaltimento a chi produce i rifiuti. Torrenova, comune dello stesso ARO, ha già introdotto la tariffa puntuale conseguendo risultati eccezionali in termini di percentuale di raccolta differenziata (82%) e di riduzione dei costi. Se, come afferma il Sindaco, la responsabilità della produzione di indifferenziato è da imputare ad una non meglio spiegata frammentazione del tessuto commerciale (in pratica gli esercizi commerciali non fanno la differenziata), non si vede il motivo per il quale il costo di questa inadempienza debba esser spalmato sugli utenti che rispettano le regole. Il Comune ha tutti gli strumenti per correggere le distorsioni registrate che, a lungo andare, potrebbero portare al default il bilancio dell’Ente la rassegnazione dell’amministrazione comunale davanti a questa realtà premia i furbi e danneggia la maggior parte dei cittadini.lità di svolgimento del servizio. Posizione che ha suscitato non poche perplessità nel pubblico presente a fronte dei dati obietti presentati”.

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