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Il Sindaco di Longi Fabio risponde con un comunicato sulla incompatibilità

Longi – Il Sindaco longese Antonino Fabio, dopo le ultime polemiche verificatesi in Consiglio Comunale sulla questione della sua incompatibilità, risponde con un comunicato alle accuse della minoranza.

Il primo cittadino longese Antonino Fabio afferma che non si farà intimidire da certi comportamenti minacciosi e continuerà a lavorare, insieme alla Giunta Municipale e al Consiglio Comunale, per il bene della comunità di Longi.

Questo il testo integrale del comunicato del Sindaco Fabio:

Dalle voci che corrono in paese sarei destinatario di un un nuovo ricorso, per l’accertamento della mia incompatibilità a rivestire tale carica di Sindaco. A presentare questo ricorso sarebbero stati lo stesso sfidante (e perdente) Antonino Miceli e tale Francesco Carcione (nella qualità di privato cittadino). Sulle ragioni alla base di un ennesimo ricorso, prodotto dal mio avversario politico, non intendo fare nessun commento. Su questo penso sia chiaro, a tutti i cittadini longesi, l’accanimento sulla mia persona e sulla Giunta, in riferimento alla mia candidatura e alla mia eleggibilità, prima ancora di essere eletto, con voto popolare inconfutabile: 106 voti in più (quasi il doppio della passata tornata elettorale). Preventivamente mi ero consultato sull’argomento con i miei legali, e loro mi hanno sempre assicurato sulla regolarità della mia candidatura e, soprattutto, sulla validità delle dichiarazioni di eleggibilità, richieste dalla norma di legge, al momento della presentazione della candidatura del 3 Aprile 2019. Infatti tutte le segnalazioni in merito alla mia eleggibilità, fatte da delegati della listaLongi Casa Comune“, sono state prese in considerazione dagli organi interessati e rigettate, in primis dalla Commissione Elettorale di S. Agata di Militello e successivamente dallo stesso Presidente di Seggio della prima Sezione, interprete per legge della mia proclamazione. Tutto regolare.

Fa specie, comunque, che tra le lagnanze di questo ultimo ricorso siano ricondotte anche le iniziative, intraprese dalla Giunta Municipale che, con individuazione di un nuovo gestore del servizio di tesoreria comunale, ha prodotto un risparmio per le casse del Comune di Longi. Tra l’altro le superiori iniziative, guarda caso, erano state avviate nel Novembre 2018, anche a seguito di un un puntuale intervento del Sig. Miceli in Consiglio Comunale (Seduta del 14/09/2017) laddove, per l’appunto, esternava vibranti proteste sulle condizioni economiche praticate dal precedente gestore del servizio di tesoreria. Quindi, volendo sinterizzare, l’assegnazione del servizio di tesoreria a diverso soggetto è stata dapprima auspicata da parte del Sig. Miceli e, successivamente, contestata (probabilmente perché con tale assegnazione sarebbero venute meno le ragioni alla base dell’agognato ricorso).

Né giova accampare scuse sulla casuale aderenza temporale tra l’iniziativa, posta in essere dall’Amministrazione, e la mia riconferma alla carica di Sindaco. Gli atti parlano chiaro, l’assegnazione ad altro gestore del servizio di tesoreria è avvenuta solo a seguito della pubblicazione della recente Finanziaria dello Stato (art. 1 comma 908 Legge 30 Dicembre 2018 n. 145), che consente ai piccoli Comuni di procedere all’affidamento diretto a Poste Italiane, per la gestione di tale servizio. Cosa che, in mancanza di giusta causa, non poteva essere fatta prima, in quanto avrebbe esposto il Comune alle potenziali richieste risarcitorie da parte di chi, sino a quel momento, era contrattualmente titolato alla gestione del servizio.

Allora, in questo scenario di palese incoerenza da parte del Sig. Miceli, viene da chiedersi: ma sono riconducibili a mere finalità politiche le azioni che sta portando avanti?  Oppure innalzare questo polverone serve a nascondere delle nefandezze, peraltro già denunciate alle competenti autorità, perpetrate dalla passata Amministrazione (ex Sindaco Lazzara), che guarda caso ha sostenuto palesemente e continua a sostenere le iniziative del Miceli? E’ un caso che tra i firmatati di questo ulteriore ricorso, teso solo a impedirmi di svolgere il mandato assegnatomi da liberi cittadini, via sia proprio un Assessore della precedente Amministrazione (Francesco Carcione) e non un privato cittadino, come vorrebbe farci credere? E’ un caso che, tra i candidati a sostegno del Miceli, ben sei soggetti sono riconducibili, per cariche ricoperte, alla passata Amministrazione? E’ un caso che il candidato Miceli. fanfaroso nel dispensare perle di legalità in ogni direzione, ometta di assumere una posizione sulla vicenza del Caseificio Comunale e ad altri fatti, già denunciati, e frutto della sconsiderata condotta della passata Amministrazione?

Dobbiamo constatare che, proprio chi si erge a paladino della legalità e trasparenza, non prende posizione di fronte a certe situazioni. Sarebbe stato quantomeno opportuno, nei confronti del suo elettorato (glielo deve visto che in ogni occasione si è proposto come modello di santità) far conoscere la propria posizione su queste vicende a lui ben note, visto il uso incarico di Consigliere Comunale.

Pensavo ci fosse un limite alla bagarre politica, il limite del rispetto delle istituzioni, delle persone e dell’amore per la propria comunità, che, al contrario, proprio con questi atteggiamenti, riducono a zerbino, da calpestare in nome di una strumentalizzazione in cui tutto si spiega, forse, ad interessi di parte. La mia candidatura nasce tra la gente comune, fra quella stessa gente con cui condivido la passione politica e l’amore per questo meraviglioso paese.

In merito ai Consiglieri di minoranza, che ancora una volta hanno dimostrato scarsa attitudine al dovere e ai compiti amministrativi, perseguendo logiche e comportamenti poco consoni del vivere civile, un dato di fatto va rilevato: la minoranza, negli ultimi due Consigli Comunali, ha abbandonato la Seduta, arroccandosi su futili motivi. Un Consigliere Comunale, che in Consiglio assume un continuo tono minaccioso e fortemente provocatorio, purtroppo non nuovo a tali comportamenti, che esterna affermazioni a dir poco discutibili, come l’ultima letteralmente (a furca è fatta per chi si vuole appendere) abbandona l’aula, successivamente non può esternare vittimismo e oppressione.

La realtà ormai è chiara a tutti ed è inconfutabile. Questo raggiro non funziona, noi della listaVivere Longi” siamo convinti che la diffidenza è madre di sospetti, inquina le relazioni ed erge muraglie insormontabili. La politica è l’arte del mediare, chi si arrocca su posizioni intransigenti ed ostruzionistiche non rende un buon servizio alla popolazione e alle istituzioni che rappresenta. Per noi amministrare significa affrontare i problemi reali con senso di responsabilità, soprattutto approvando in Giunta e Consiglio Comunale atti di interesse collettivo. Andiamo avanti con determinazione, non facendoci intimidire da certi comportamenti e giochi politici, nell’interesse esclusivo della nostra comunità e al servizio della nostra gente, insieme per Longi.

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